Stavolta McCoy la tua risposta non mi è proprio piaciuta. Paragonare un pozzetto esplorativo ad una prova seppur malandata come la penetrometrica leggera (o media?) mi sembra proprio come andare da un eccesso all'altro. Parli di dispersione, correlazioni quantitative e qualitative, di COV eppoi mi fai un POZZETTO????? Perlomeno il famigerato "leggero" ti fornisce una stratigrafia del terreno a profondità maggiori di quelle di un pozzetto e, relativamente al sito, ti dà notizie anche sulla variabilità dello stato di addensamento ed a quel punto la "rete neurale del mio cervello" può agire in modo un più oggettivo..... o no? Ma il discorso si farebbe lungo ed è vecchio quanto la nostra professione: gli strumenti perfetti non esistono, vannno solo utilizzati, in relazione al tipo di lavoro e del sito (vd. CONOSCENZA GEOLOGICA DEL SITO), per quello che ti possono dare. Del resto anche le prove di laboratorio forniscono spesso dati che possono essere anche falsati dal modo in cui sono stati prelevati, trasportati, aperti, etc. L'abilità del geologo è appunto quella di predisporre l'indagine più adatta al caso, tanto che la programmazione delle indagini è da sempre il nostro cavallo di battaglia.