moramax,
mi dispiace del tuo scontento, ma le mie sono considerazioni del tutto impersonali, so bene che a volte nella nostra professione bisogna arrangiarsi per non perdere i lavori, ma meglio non perdere di vista la realtà oggettiva, che ti riassumo:
i dati del leggero possono dare un falso senso di sicurezza, per cui è meglio un pozzetto esplorativo dal quale trai i dati che puoi, a profondità superficiali (ma puoi superare anche i 6 metri con alcuni escavatori e preparando un piano di scavo più basso del fondo dello sbancamento), con i limiti che sai, e senza fare estrapolazioni che pretendono di essere rigorose ma non lo sono minimamente. Una valutazione qualitativa dell'addensamento (e più che qualitativa quella del leggero non può essere) con una certa esperienza la fai benissimo con la punta della piccozza.
Sulla stratigrafia ho i miei legittimi dubbi, a meno che parliamo di prelievi di campioni disturbati, e il discorso cambia.
Il medio mi sembra dia meno problemi del leggero, la maggiore energia di battuta serve. Rimangono però molti problemi, noti e segnalati anche in letteratura.
Ti rinvio a quanto detto da VM:

Quote:
Mi trovo spesso a coprire le p.... fatte da colleghi a causa di interpretazioni cervellotiche.
E sorge il grande problema: in caso di ricorso giudiziario, il leggero può essere considerato allo stesso livello di altre prove in situ e sondaggi?
Scusa se la metto sul tragico, ma se l'abitato si lesiona, saresti fiducioso del fatto che avere eseguito prove penetrometriche leggere ti garantisca da possibili denunce o condanne?


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)