Leggendo il titolo di questo msg pensavo si stesse parlando di un virus, leggendone il contenuto mi sono incuriosito prima, allucinato successivamente!
Ma un forum non serve per chiedere pareri alla comunità di colleghi? Forse non è l'indirizzo migliore per chiedere informazioni su un concorso, forse alcune domande possono essere troppo generiche, ma da qui ad essere definito spia, infiltrato o opportunista? Mi sembrano davvero cose deliranti.

A sto punto per quello che ne so cerco di risponderti su alcune cose che chiedevi.

Il concetto di pianificazione di bacino nasce nello spirito della 183; volendo affrontare in maniera integrata le problematiche ambientali è stato induviduato il bacino idrografico come riferimento fisico opportuno per programmare gli interventi; un aspetto interessante è la comprensione che alcune problematiche non riescono ad essere affrontate in maniera efficace dai livelli di pianificazione tradizionali (regione, provincia, comune), ma richiedono l'istituzione di un ente specifico addetto alla definizione delle politiche per la gestione del rischio idrogeologico: l'AdB.

TI AGGIUNGOANCHE UN PEZZODI UN PAPER CHE AVEVO SCRITTO PER UN CONVEGNO:
La legge n°183 del 18 maggio 1989 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”, pur non riuscendo a trattare la problematica del parametro suolo nei suoi aspetti poliedrici, affronta il problema della tutela del territorio dal punto di vista idrogeologico, di fronte ai pericoli di esondazione delle acque e alla necessità della loro regolamentazione. La legge pone a base della organizzazione del territorio nazionale i bacini idrografici, individuati su caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato. La legge definisce i bacini ecosistemi unitari (art. 12), all’interno dei quali operare gli interventi di recupero e di tutela, secondo criteri improntati alla conoscenza del territorio, alla pianificazione ed alla programmazione degli interventi (art. 1).
Nei bacini idrografici è istituita l'Autorità di Bacino, che opera in conformità agli obiettivi della legge e redige il Piano di Bacino. Il Piano di Bacino ha valore di piano territoriale di settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo e la corretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche territoriali.
L’ambizioso e complesso sistema della legge 183/89 ha trovato una parziale e assai limitata applicazione. La tendenza che emerge è quella di superare la rigidità della normativa, abbandonando la tendenza a puntare sulla pianificazione generale di bacino per concentrare attenzioni e risorse sulla previsione e sulla prevenzione dei rischi idrogeologici.
Con il D.L. n°180 del 11/6/98 “Misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite da disastri franosi nella regione Campania”, scaturito dall’emergenza della frana di Sarno, prevede un’accelerazione degli obiettivi previsti dalla 183/89.
Il D.L. 180 obbliga le autorità d’ambito alla redazione del Piano Straordinario per l’Assetto Idrogeologico che contiene le “Misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico”. Tale piano straordinario deve prevedere in successione:
• Individuazione delle aree soggette a rischio e pericolosità idrogeologica;
• Perimetrazione e valutazione dei livelli di rischio e pericolosità e definizione delle conseguenti misure di salvaguardia;
• Programmazione straordinaria per la mitigazione dei rischi più elevati.

Tali fasi investono separatamente due categorie di rischio:
• Rischio idraulico, si fa riferimento al rischio d’inondazione;
• Rischio geomorfologico nel quale rientrano i dissesti di versante.

Il decreto indica quattro categorie di rischio, definite sulla base del tipo di danni prodotto.


Sul tirante idrico non saprei aggiungere altro.

Ciao Forren, spero di esserti stato utile.