Raffaele,
le critiche riguardavano più le modalità di pubblicazione da parte del trimestrale che l'articolo o gli autori. In alcune riviste un articolo, oltre ad essere esaminato da 2 o 3 esperti, può generare un controarticolo, a cui gli autori dell'articolo originale possono poi controbattere...
In questo caso il rigore iniziale è (quasi) assicurato e si rende inoltre possibile un formale e controllato dibattito sull'argomento.
Ad esempio, sul vostro originale articolo si leggono "penetrometrie leggere" (cito a memoria), mentre tu parli di DPHS (non si legge Dynamic Penetrometer Super Heavy, ossia super pesante?).
Per un geologo praticante le "penetrometrie leggere" sono sinonimo di grande approssimazione.
A questo punto una originale dettagliata specifica sulle attrezzature utilizzate avrebbe eliminato ogni dubbio sulla validità dei dati così ricavati (o perlomeno avrebbe sottolineato le incertezze insite nei dati stessi, o il modo in cui è stato affrontato l'argomento delle incertezze...).
L'argomento è attuale e ha suscitato interesse.
Da un lato la OPCM sembra volere scavalcare questo tipo di studi geofisici(come ho spiegato nel mio intervento precedente), d'altra parte ho parlato successivamente con colleghi che tentano di utilizzare lo "scompiglio" creato dalla nuova normativa per proporre i metodi geofisici stessi...Difficile capirci qualcosa.
Grazie per i chiarimenti sulle procedure utilizzate, che fugano ogni dubbio sul rigore scientifico dello studio (ma, a posteriori, conoscendo il lettore medio, era opportuno dedicare forse 3 righe al penetrometro utilizzato). Confesso che neanche a me è venuto in mente di contattare gli autori (ma c'era l'e-mail sull'articolo?), preso dalla foga della discussione. Spero che ciò sia una occasione per cambiare le modalità di pubblicazione sulla rivista e per indirizzare meglio futuri dibattiti su altri articoli.
