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In Umbria come credo nelle Marche la Protezione Civile ed ancor più i comuni investono soldi sull'efficienza in caso di emergenza ma nessuno si prende la briga d'investire su sistemi di prevenzione e previsione. Nel caso dei fenomeni alluvionali del 26-28 novembre 2006 in Umbria, tutto era prevedibile con almeno 4 giorni d'anticipo (addirittura 72 ore prima sono usciti due articoli sui quotidiani in cui Umbriameteo allertava degli enormi rischi dovuti a piogge abbondanti sopra un cospicuo manto nevoso in scioglimento su terreni già pieni d'acqua. Nessuno ha fatto nulla, quantomeno si poteva tentare di svuotare almeno in parte i 2 o 3 grandi bacini e la miriade di piccoli bacini collinari gia colmi e stracolmi (tra l'altro non capisco perchè si debbano tenerli pieni in novembre quando ancora possono riempirsi fino a maggio). La meteorologia dovrebbe andare a braccetto con la geologia per produrre piani di previsione/prevenzione che poi gl'ingegneri idraulici (sono loro che, almeno in Umbria gestiscono, il territorio negli enti) metteranno in pratica, ma purtroppo su geologia e meteorologia nessuno investe. Molti eventi meteorologici estremi e relativi dissesti idrogeologici sono prevedibili checcè se ne dica, la fatalità è la scusa dell'ignoranza.
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