Quote:
...... secondo me apriremmo una discussione che non porterebbe a nulla, sopratutto non si può discutere su una notizia. I casi vanno valutati uno per uno.

Non a caso, quando si ha a che fare con zone classificate a rischio da qualsivoglia Autorità di Bacino, ci sono le norme di attuazione che prevedono cosa si può o cosa non si può fare; ma soprattutto prevedono cosa SI DEVE fare affinché un'area classificata a rischio venga "ridotta" del suo grado di rischio!
Teniamo a mente, poi, che:
1)includere o meno un'abitazione (o qualsivoglia edificio) in una zona a rischio, specie nelle zone di confine, significa far acquistare o perdere all'immobile di valore;
2) la cartografia è fatta al 25.000: uno studio al dettaglio (al 5.000 o addirittura al 2.000) valuterebbe in modo più obiettivo la reale situazione della zona;
3) per fare tutte queste belle cose ci vogliono i soldi: significa, cioè, lavoro soprattutto per il geologo... Peccato che di queste valutazioni se ne facciano un pò pochine!!
Cari colleghi non sto dicendo che bisogna costruire o ripristinare aree definite a rischio: dico soltanto (e mi ripeto!) che in situazioni di passaggio da una zona a rischio elevato ad una a rischio moderato tenendo conto della cartografia sulla quale hanno lavorato le AdB solo uno studio di dettaglio (indagini, cartografia, ecc...) può stabilire in modo "definito" la reale situazione di pericolosità.


Antonio Di Chiara

"Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba."