Cari colleghi,
ho la pretesa di tentare di metter un po’ d’ordine in questa complicata ma interessantissima discussione.
“La redazione di una certificazione non costituisce un’opportunità di lavoro così ricca ed appetibile da considerarne la temporanea esclusione un’intollerabile discriminazione professionale” (cito un messaggio di Stefano).
Questo potrebbe essere vero, in generale, ma purtroppo il caso dei geologi è la classica “eccezione che conferma la regola”.
In realtà credo che il motivo del malcontento non stia tanto nell’ingiustizia del DDL (che comunque, secondo me è INGIUSTO!!!), ma nel fatto che esso viene a valle di una situazione che per i “giovani geologi” è diventata insostenibile: pochi lavori, mal retribuiti, e tutto ciò, solo nel migliore dei casi!
Quante volte, infatti, vi è capitato di dover rifiutare un lavoro perché non disposti a scrivere in relazione quello che un ingegnere presuntuoso ed ignorante pretendeva che scriveste?
E quante volte siete stati confusi con archeologi, zoologi, speleologi (questa confusione l’hanno fatta perfino al TG5 a proposito dell’alluvione in Piemonte e Val d’Aosta: “alcuni speleologi stanno tentando di far fronte all’emergenza frane”!!!), ginecologi….
La verità è che la nostra professione è messa veramente male e la nostra professionalità schiacciata sotto i piedi delle categorie “che contano” perché producono DANARO!!!
Ecco perché, dell’ingiustizia di un DDL che coinvolge varie professionalità e che offre un’opportunità di lavoro neanche così tanto appetibile, sono solo i geologi che si lamentano, non ingegneri, architetti o geometri!!
Inoltre non credo affatto nella formula:
tempo = esperienza = affidabilità.
Potrei fare un elenco non troppo lungo, ma proporzionale alla mia triennale esperienza, di studi geologici allegati a PRG (per riprendere un esempio già riportato in questo geoforum), fatti dai “grandi”, che fanno a dir poco pietà! Ed aggiungo che (peccherò di presunzione!) credo di non aver mai letto una relazione in cui si parlasse di geomorfologia (quella vera!), in cui si facesse riferimento a processi evolutivi dell’ambiente fisico. Il saper leggere in chiave evolutiva i processi naturali ci distingue dalla logica asettica degli ingegneri, ed i morti che ogni anno abbiamo in Italia, per frane ed alluvioni, sono la dimostrazione che i geologi non fanno il loro mestiere, da un lato perché non hanno ancora capito cosa devono fare, da un altro perché quel poco che sanno, non glielo lasciano fare!
Non venite a dirmi, dunque, che chi ha 10 anni più di me sa come si lavora, perché non lo sa almeno quanto non lo so io!
Nella nostra professione c’è bisogno di cambiamenti e di chi abbia voglia di cambiare le cose: ben vengano, allora, gruppi di discussione, organizzazioni, petizioni, e chi non è d’accordo con uno stupido DDL, lo dica pure, esca fuori con idee, proposte ed argomentazioni.
Siamo noi “giovani”, specie se dettati da passione per la geologia e consapevolezza dell’importanza sociale del ruolo della nostra professione, che abbiamo il compito di cambiare il modo di pensare e di lavorare!!
Ciao a tutti
Francesca