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Iscritto: Dec 2004
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Iscritto: Dec 2004
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noto con grande sorpresa che su questo forum le persone meno rispettose e meno educate non sono solo alcuni "giovani" colleghi (giustificati, chi non è stato giovane ed esuberante) ma anche alcuni "vecchi" colleghi (in teoria saggi ed equilibrati), tutti over 70 !! che sia il sintomo di una malattia senile di origine professionale ? o di una frustrazione esasperata da decenni di vita vissuta ? Altra cosa sorprendente è il livello di ignoranza relativamente alla lingua italiana: l'anziano collega con tale neologismo avrà voluto intendere che era un dialogo solo tra due persone poichè avrà pensato che se monologo è parlare solo con se stessi e dialogo è parlare con più persone allora binologo dovrà pur significare il parlare tra due sole persone. Il collega però dimentica (?) che DIALOGO deriva dal greco dià = attraverso e logos = discorso e significa: confronto verbale tra DUE o più persone. Mi auguro, che il collega, nella sua attività professionale, soprattutto tenendo conto che lavora con altre figure professionali, approfondisca, a differenza di come scrive su questo forum, maggiormente le cose che va a scrivere (e a firmare) e non si affidi esclusivamente all'impeto, tra l'altro pericoloso per le responsabilità assunte, giustificato solo per i giovanissimi. ...bhè, questo termine è da proporre come neologismo, assolutamente ! 
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Iscritto: Oct 2006
Posts: 11
Junior Member
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Iscritto: Oct 2006
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slve, "... meno rispettoso e meno educato...." Forse "dialogo inconcludente" rientra tra le offese gravi? ".... afflitto da demnza senile..." invece è una manifestazione cortese di simpatia. W la democrazia. quanto a (binologo)! Ma a Te le battute o le barzellette devono essere spiegate? Leguleio, non per fare il maestro " dal latino leguleium = legale particoalrmente cavilloso e sofistico". A parte tutto ciò quali conclusioni vogliamo tirare? Mi inchino e chiedo perdono per non condividere quanto espresso dal Dr. Cascone. un cordiale saluto GIELLE
GL
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Iscritto: Apr 2006
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Iscritto: Apr 2006
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Bene (si fa per dire) quindi praticamente se non posso più fare la geotecnica ma solo la geologica avrò la metà dell'incentivo che prendono i miei colleghi per altre relazioni specialistiche, come se la nostra fosse di serie B....
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Iscritto: Oct 2000
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Iscritto: Oct 2000
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Ele Ringrazia la strenua difesa... del CNG.
Allora, colleghi Lombardi? La situazione nella Vs operosa regione è quella di un'isola felice? Dove se ti commissionano una relazione geologica, il committente "tecnico" sa che non ci troverà numeri ma solo informazioni e cartografie utili?
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Iscritto: Dec 2004
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Iscritto: Dec 2004
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caro collega Landi se rileggi con più attenzione il mio intervento in risposta (risentita, consentimelo) alla tua osservazione sprezzante e gratuita sul contraddittorio tra me e Massimo Trossero noterai che non ho mai usato la parola demenza. Si vede che frequenti da poco il forum e non conosci la dialettica (e l'educazione) del tuo interlocutore che non ha certo bisogno di abbandonarsi a cadute di stile per difendere le sue idee e la sua persona.
Una curiosità: definire un dialogo inconcludente lo ritieni rispettoso dell'opinione altrui ? in caso di risposta positiva, in segno di scusa, pongo la mia testa sotto ai tuoi piedi......e ti puoi anche muovere !
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Iscritto: Oct 2000
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Iscritto: Oct 2000
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... i frequentatori del forum, sono persone interessate ad un arricchimento professionale attraverso il dialogo con realtà diverse e conoscenze differenti. Perfino i più risentiti e frustrati nei loro proclami, dimostrano un profondo attaccamento di base alla professione di geologo, che spesso non riescono a praticare, altrimenti farebbero altro.
Il forum comunque è una "malattia" che arriva nel mio caso a rubare tempo alla professione, per cui non posso che ricorrere al mio napoletanissimo motto, per recuperarne utilità.
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Iscritto: Mar 2005
Posts: 277
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Iscritto: Mar 2005
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Mi inserisco in questa discussione, questa volta seriamente, esprimendo la mia opinione sul contenuto della Relazione Geologica. Parlo di una cosa non a me propria, se, quindi, dico delle sciocchezze non me ne vogliate. Inizio con una domanda. Perché volete mescolare relazione geologica con relazione geotecnica, predimensionamento delle fondazioni ecc., magari elaborando documenti ibridi che non sono carne ma neanche pesce o proponendo come fa Cascone soluzioni soft e soluzioni Hard, grande Alessandro!! ? Perché non sviluppate la relazione geologica, dal momento che tutto il territorio nazionale è considerato a rischio sismico, anche sull’analisi dell’idoneità del sito ? Cosa intendo dire : Una volta che il terreno è stato classificato in tipo A, B, C, D, E, fare anche una STIMA DI ATTIVITA’ DI FAGLIA indicando : - Tipo di faglia; se rovescia o normale. Superfici di rottura. Indicatori geologici primari o secondari. Indicatori topografici, morfologici. Indicatori geodetici. Indicatori geofisici. E prendendo come base il sisma di progetto o il sisma di massima magnitudo verificatosi nell’area in esame - Spostamento per evento - Velocità di spostamento - Lunghezza di rottura L’ EC 8 è mandatario su questo punto “ gli edifici di classe I , II , III, non devono essere costruiti nelle immediate vicinanze di una falda tettonica attiva” ed ancora “ la faglia deve presentare assenza di movimenti nell’Olocene”. Già con queste informazioni, il progettista comincia ad avere un idea su che tipo di fondazioni orientarsi.
Per i terreni classificabili in S1 o S2 si può procedere ad un ANALISI DEL RISCHIO DI LIQUEFAZIONE indicando il tipo di liquefazione; pianeggiante, completa o parziale ed i vari effetti sul terreno. Ancora, suscettibilità, cause scatenanti, possibili danni. Resistenza alla liquefazione, fattore di sicurezza con i vari fattori correttivi. Sforzi di taglio indotti dal sisma, stima dell’accelerazione al suolo. Studio di pericolosità Magnitudo – Distanza. Determinazione della deformazione ciclica. Stima dei cedimenti asciutti e saturi. Indicazioni che riducono la pericolosità e indicazioni che riducono la vulnerabilità. STABILITA’ DEI PENDII qualora fosse un pendio interessato dalla costruzione.
Tutte queste informazioni, di competenza del geologo, sono di importanza vitale perchè mettono il progettista in grado di capire con che tipo di terreno ha che fare e stabilire così la tipologia di fondazioni da adottare. A questo punto, scelto il tipo di fondazione, si può procedere alla caratterizzazione geotecnica del sito, determinando tutti quei parametri per i dimensionamenti e le verifiche, nasce così la relazione geotecnica sulle indagini ed è raccomandabile che in questa fase il progettista ed il geologo collaborino.
Saluti / Ridolfi
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Iscritto: Apr 2000
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Massimo perchè frustrati?
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Iscritto: Apr 2000
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E' da diverso tempo che utilizzo frasi tipo quelle riportate da Cascone nella soluzione soft chiamando spesso la mia relazione "Rapporto geologico". Credo che ci sia una differenza sostanziale tra il dato "valutazione della portanza di un terreno" ipotizzando una tipologia di fondazione e la "progettazione della fondazione". Alla fine, invece di comunicare un dato valore di portanza per telefono, lo scrivo nella mia relazione e cosi sia. Per "progettazione geotecnica" credo che si possa intendere anche una trincea drenate, un pozzo, tutto il capitolo della sistemazione dei versanti, consolidamento dei terreni, ecc.... Perciò nelle nostre capacità e possibilità. Altro capitolo è quello della Stabilità dei pendii: perchè dobbiamo passare alla fase umoristica. Capisco che le variabili sono moltissime, che è difficile ricreare le condizioni esatte in un versante....ma manco le verifiche di stabilità! Ecco forse perchè siamo frustrati.
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Iscritto: Apr 2000
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Personalmente, e dato il mio background, non mi ritengo capace di progettare una fondazione dal momento che non ho studiato:
1) Fondazioni 2) scienza delle costruzioni
e se vogliamo anche
3) tecnica delle costruzioni
per cui la relazione geotecnica sulle fondazioni la lascio piacevolemnte al progettista delle opere.
Se dovro fare una caratterizzazioe geomeccanica del terreno allora al massimo la chiamerò relazione geotecnica sui sondaggi oppure seplicemente relazione geologica con caratterizzazione geomeccanica dei terreni.
questa è la mia opinione poi ognuno è libero di fare ciò che vuole. Però se poi sbaglia, sputtana una parte della categoria che la pensa come me.
PS: riguardo ai versanti ci troviamo spesso ad operare su versanti immesnsi e senza dati sufficienti. Io dei software mi fido poco ..... soprattutto quando occorre dare un CS ......
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