Mi inserisco in questa discussione, questa volta seriamente, esprimendo la mia opinione sul contenuto della Relazione Geologica. Parlo di una cosa non a me propria, se, quindi, dico delle sciocchezze non me ne vogliate.
Inizio con una domanda. Perché volete mescolare relazione geologica con relazione geotecnica, predimensionamento delle fondazioni ecc., magari elaborando documenti ibridi che non sono carne ma neanche pesce o proponendo come fa Cascone soluzioni soft e soluzioni Hard, grande Alessandro!! ? Perché non sviluppate la relazione geologica, dal momento che tutto il territorio nazionale è considerato a rischio sismico, anche sull’analisi dell’idoneità del sito ?
Cosa intendo dire :
Una volta che il terreno è stato classificato in tipo A, B, C, D, E, fare anche una STIMA DI ATTIVITA’ DI FAGLIA indicando :
- Tipo di faglia; se rovescia o normale.
Superfici di rottura.
Indicatori geologici primari o secondari.
Indicatori topografici, morfologici.
Indicatori geodetici.
Indicatori geofisici.
E prendendo come base il sisma di progetto o il sisma di massima magnitudo verificatosi nell’area in esame
- Spostamento per evento
- Velocità di spostamento
- Lunghezza di rottura
L’ EC 8 è mandatario su questo punto “ gli edifici di classe I , II , III, non devono essere costruiti nelle immediate vicinanze di una falda tettonica attiva” ed ancora “ la faglia deve presentare assenza di movimenti nell’Olocene”.
Già con queste informazioni, il progettista comincia ad avere un idea su che tipo di fondazioni orientarsi.

Per i terreni classificabili in S1 o S2 si può procedere ad un ANALISI DEL RISCHIO DI LIQUEFAZIONE indicando il tipo di liquefazione; pianeggiante, completa o parziale ed i vari effetti sul terreno. Ancora, suscettibilità, cause scatenanti, possibili danni.
Resistenza alla liquefazione, fattore di sicurezza con i vari fattori correttivi.
Sforzi di taglio indotti dal sisma, stima dell’accelerazione al suolo.
Studio di pericolosità Magnitudo – Distanza.
Determinazione della deformazione ciclica.
Stima dei cedimenti asciutti e saturi.
Indicazioni che riducono la pericolosità e indicazioni che riducono la vulnerabilità.
STABILITA’ DEI PENDII qualora fosse un pendio interessato dalla costruzione.

Tutte queste informazioni, di competenza del geologo, sono di importanza vitale perchè mettono il progettista in grado di capire con che tipo di terreno ha che fare e stabilire così la tipologia di fondazioni da adottare.
A questo punto, scelto il tipo di fondazione, si può procedere alla caratterizzazione geotecnica del sito, determinando tutti quei parametri per i dimensionamenti e le verifiche, nasce così la relazione geotecnica sulle indagini ed è raccomandabile che in questa fase il progettista ed il geologo collaborino.

Saluti / Ridolfi