premettendo che stimo molto gli ingegneri come Ferdinando Ridolfi sia per le competenze geotecniche dimostrate in altri post sia per l'equilibrio ed il rispetto che ha sempre mostrato nei confronti della categoria dei geologi voglio rispondere alle sue osservazioni chiarendo ulteriormente il MIO punto di vista sulla "questione relazione geologica - relazione geotecnica"
fare anche una STIMA DI ATTIVITA’ DI FAGLIA
non è così facile che nel sito, oggetto di studio, ce ne sia una. Non solo, ma se ti capita, come in Piana Campana, che le faglie sono presenti (tipo quelle responsabili della formazione del graben campano) ma si trovano sepolte (lontano dai margini dellla piana, ovviamente) sotto varie centinaia di metri di depositi quaternari, non avrà molto senso un loro studio a fini di vulnerabilità sismica relativamente all'antropico.
ANALISI DEL RISCHIO DI LIQUEFAZIONE
che senso ha valutare tale rischio se le falde si attestano molto più in basso dell'eventuale piano di fondazione. Sempre in Piana Campana ci sono moltissime zone, soprattutto lontano dai Regi Lagni, dove una prima falda superficiale la si ritrova a non meno di 16-20 metri dal p. c.. Oramai sono decenni che l'emungimento selvaggio dai pozzi ha depresso la falda in maniera notevole facendola passare, nelle zone più critiche, dai -1,00 / -1,50 metri dal p.c. a circa -5,00 /-6,00 metri dal p.c.
ovviamente in zone di piana non ha senso parlarne
A questo punto, scelto il tipo di fondazione, si può procedere alla caratterizzazione geotecnica del sito, determinando tutti quei parametri per i dimensionamenti e le verifiche, nasce così la relazione geotecnica sulle indagini ed è raccomandabile che in questa fase il progettista ed il geologo collaborino.
è proprio questo che intendo quando mi riferisco alla soluzione soft, concetto che sicuramente non sono riuscito ad esprimere compiutamente: le valutazioni sulla Qlim/Qamm e relativi cedimenti le auspico come valutazioni di massima su una rosa di potenziali dimensionamenti (ad esempio per una trave di larghezza B = 0,80m - 1,00m - 1,20m - 1,40m) della fondazione (scelta dal progettista in sinergia con il geologo) che possano dare degli elementi al progettista per un più preciso (e successivo) dimensionamento delle opere fondazionali anche in relazione ad eventuali problemi di cedimenti.
Credo che nessun geologo sia così stupido o presuntuoso da poter pensare di essere in grado di dimensionare, ingegneristicamente parlando, una fondazione.
pertanto le mie considerazioni soft/hard (sembra quasi che si parli di un film porno) sono da considerarsi sì, ma nel rispetto delle differenti competenze professionali