Francesca, la mia frase che tu hai riportata discende da una constatazione. Ci sono molte zone d'Italia dove l'intervento del geologo non è contemplato in settori ed in attività dove il proprio intervento sarebbe doveroso, oltre che opportuno; ancora più incredibile (almeno per me), mentre ai periti è concessa la facoltà di elaborare e firmare progetti, al geologo non è consentito nemmeno dimensionare un rilevato in terra.
In sostanza, a me pare che esistano argomenti ben più importanti e prioritari per i quali impegnarsi ed esporsi a livello normativo; mi sembra, inoltre, che l'Ordine si muova proprio in questa direzione, secondo un'ottica lungimirante, anche se oscura per noi "in periferia". Si tratta in sostanza non di estorcere o mendicare una largizione o una prebenda (toh, geologi, firmate 'sta carta e non rompete i OO, per un po' almeno!), ma per affermarci come "Professionisti" a tutti gli effetti, per darci una sostanza ed un peso definitivo che a tutt'oggi abbiamo solo in parte: perchè non basta essere certi del proprio valore e del proprio ruolo, bisogna anche che si sia qualcuno che ce li riconosca. Prova ad immaginare alle gratificazioni personali, professionali ed economiche che ne deriverebbero.
Se queste ti sembrassero considerazioni di puro principio, andiamo allora sul pratico: in base a quale criterio potremmo imporre la nostra figura per la certificazione di cui si discute (magari in deroga alla soglia dei dieci anni rispetto alle altre categorie) quando in molte zone d'Italia non è di routine il nostro inervento nemmeno per nuove opere di notevole impatto sul territorio?
Nessuno si senta offeso per la considerazione che segue, ma concordo pienamente con Soilrock che gran parte delle considerazioni lette su questo argomento sono affette da valutazioni contingenti che oltre ad avere scarse possibilità di successo nel presente, non aggiungono nulla alla nostra "professionalità": otterremo solo la possibilità di produrre una "carta" in più senza vedere aumentate le nostre gratificazioni, nè nell'attuale, nè per il futuro.
Stiamo attenti al rischio di diventare una "tassa" (un po' come i notai).