Quello che segue è uno dei messaggi "scomparsi". Lo rimando e tengo a precisare che non ho mai sentito puzza di bruciato in questa faccenda dei messaggi mancanti (è capitato in un momento di transizione e può capitare, penso).
E lo rimando perché la discussione, pur prendendo fuoco, non fa passi aventi e quindi, nella stasi generale e irrigidimenti reciproci, il messaggio non fa muovere di una virgola la situazione :-)
Non esercito la libera professione ma sono di quelli che stanno "dall'altra parte" (Genio Civile), pur facendo il geologo, e quindi la mia posizione dovrebbe essere oggettiva.
A me sembra che la questione non abbia soluzioni.
Potremmo stare a parlare a lungo ma, concordo con chi l'ha già detto, non si può sostenere che per il geologo non vale, o vale solo a metà, la limitazione dei 10 anni di iscrizione all'albo professionale per la specificità dell'argomento che trattiamo.
Purtroppo, devo dire francamente che l'equazione maggior anni di iscrizione=maggior esperienza=maggior capacità intuitiva non è sempre vera: infatti, ho rapporti con colleghi mediocri o bravi e l'anzianità di iscrizione non è una garanzia. Io stesso (che mi sono laureato dell'81, iscritto all'albo nell'84, ho fatto la libera professione e mi sono ritrovato ad affrontare diverse questioni difficili), di fronte a certi problemi, non ho quasi mai soluzioni certe. Anzi, ho imparato a conoscere quanto sia "capricciosa" la geologia.
E' ovvio che l'approccio di un "anziano" è, magari, più rapida ma può anche essere più superficiale proprio per la presunzione di conoscenza. Così come l'approccio di un "giovane" potrebbe essere più scrupolosa per paura di prendere cantonate.
La verità, secondo me, è che il limite dei 10 anni è una convenzione del legislatore (o meglio, dei tecnici che lo supportano), una copertura per mettersi al sicuro dalle carenze di base (di preparazione e di formazione) del "sistema", come quando gli Enti pubblici affidano incarichi ai professori universitari per evitare che qualcuno possa obiettare sul criterio di affidamento. Eppure, tutti noi sappiamo che non vale l'equazione: professore universitario=bravura!
E quindi? Quindi niente! Dipendesse da me, abrogherei di brutto l'art. 5 del D.D.L. 4339bis e promuoverei, contemporaneamente ma senza alcun esplicito riferimento sul testo normativo, corsi mirati di educazione civica, etica professionale ed elementi di tecnica delle costruzioni per insegnare a riconoscere il significato delle lesioni nei fabbricati. In ogni caso, incrocerei le dita, che poi è quello che fanno i politici più coscenziosi! :-)
giuseppe basile