Egidio "tiene ragione"
Non esiste un metodo di indagine indiretto (e per indiretto includo anche le prove penetrometriche) che vada sempre bene; talora perfino le indagini indirette si rivelano insufficenti. E allora.....
E allora bisogna avere bene in mente l'obbiettivo della ricerca (se faccio un sondaggio a scopo stratigrafico, o litologico o idrogeologico non lo conduco con le stesse metodologie) e le condizioni geologiche "generali" del sito.
Il primo è spesso (ma non sempre) abbastanza chiaro, per il secondo ci vuole un bouon....geologo.
Non basta. Se voglio scoprire la profondità del substrato roccioso al di sotto di alluvioni ghiaiose e magari scoprire anche la quota della falda il metodo geolettrico va benissimo, basta che in superficie la valle non sia inteamente coltivata a vigne o meleti (con filari collegati da bei cavi d'acciaio) o vi scorra sopra una bella ferrovia. Insomma progettare l'indagine è un lavoro difficile, basta guardare la massa di gare pubbliche "sbagliate" o comunque non tarate a cui spesso siamo chiamati a partecipare....
Infine la geofisica va sempre tarata anche se le percentuali di successo dell'indagine stessa possono essere valutate anche prima con una buona conoscenza geologica dei siti
Insomma ci vuole il geologo!!!!
Saluti


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it