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salve a tutti
mi interessa sapere quali sono le nostre manzioni nella richiesta di concessione pluriennale acqua pubblica superficiale da presentare alla provincia. La relazione idrologica comprende negli allegati della domanda "individuazione dei rapporti matematici intercorrenti tra dati pluviometrici, le portate del corso d'acqua superficiale e il bacino idrogeologico, stima del deflusso minimo vitale del corso d'acqua interessato" grazie

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Come ti ho detto telefonicamente stamattina, mandami una mail che non appena avrò le linee d'indirizzo dell'ABR provvederò ad inviartele anche se, non appena saranno definitive verranno inserite sul sito internet dell'Ordine.
Ciao Alfonso


quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...
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stima del deflusso minimo vitale del corso d'acqua interessato
Il minimo deflusso vitale lo deve stabilire l'Autorità di Bacino territorialmente competente.
Infatti le istanze per nuove concessioni devono essere presentate sia all'Ufficio Istruttore (Provincia o Regione) che all'Autorità di Bacino (art. 7 R.D. 1775/'33 e ss. mm. e ii.), la quale entro 40 giorni (nel caso di piccole derivazioni) deve esprimere parere vincolante a riguardo della tutela della risorsa idrica, anche in assenza del Piano di Tutela delle Acque. In mancanza di tale parere il Ministero dell'Ambiente nomina un Commissario ad acta, cioè non esiste più il silenzio assenso.
La relazione deve solo dimostrare che il prelievo non intacca il M.D.V. stabilito dall'Aut. di Bac. con il Piano di Tutela delle Acque.....se adottato e quindi stabilito altrimenti l'Aut. di Bac. decide e.....non si sa con quali criteri......forse fidandosi della relazione.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Infatti Alex, il problema è che non esiste in Calabria un Piano di Tutela delle acque, non esiste un catasto delle opere di derivazione e da circa 2 mesi (sono generoso) sono in corso incontri tra funzionari delle province ed ABR per stabilire le linee di indirizzo necessarie per gli adempimenti che tu hai citato.

Da quelle che sono le mie informazioni il Comitato tecnico dell'ABR ha approvato gli atti d'indirizzo relativi alla stima del deflusso minimo vitale, oltre che degli standard per le derivazioni di acque superficiali e sotterranee per il rilascio del parere vincolante, ma questi atti l'ABR li avrebbe dovuti trasmettere agli ordini professionali interessati per eventuali rilievi e/o osservazioni, ma ciò ancora non è avvenuto.....


quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...
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Infatti Alex, il problema è che non esiste in Calabria un Piano di Tutela delle acque, non esiste un catasto delle opere di derivazione e da circa 2 mesi (sono generoso) sono in corso incontri tra funzionari delle province ed ABR per stabilire le linee di indirizzo necessarie per gli adempimenti che tu hai citato.
Identica situazione in Abruzzo con la differenza che da noi non ci sono neanche gli incontri tra i funzionari delle Province e l'Autorità di Bacino. I tecnici della Regione Abruzzo (non c'è un geologo)stanno predisponendo un regolamento (credo ormai in Giunta) e non sono state neanche sentite le Province dove ci sono anche dei geologi.

Certo che stabilire in Calabria il M.D.V. per molti corsi fluviali e torrenti penso sia difficile.........


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Qui il problema è inverso....all'ABR i geologi ci sono ed è tra l'altro un geologo che sta curando la predisposizione di tali documenti....
i funzionari delle provincie invece...non solo non sono geologi...ma sono anche un pò presuntuosetti...ed interpetrano le norme ad personam.....

L'ultima discussione con il dirigente della mia provincia riguardava il fatto che lui insisteva che l'autorizzazione preventiva dell'ABR dovesse essere ottenuta anche per il Permesso di ricerca!!! Gli ho obiettato che, in assenza di Piano di Tutela acque, Catasto dei punti di prelievo, era una richiesta assurda anche perchè, essendo richiesti i parametri idrogeologici della falda, senza prove di portata non si potevano fornire....e senza fare portusi.....Ancora non si è convinto!!!

E poi, secondo te, è giusto che le vecchie pratiche di concessione in sanatoria vadano all'ABR...rendendo, di fatto, retroattiva la legge??? Mi interessa il tuo parere e degli altri colleghi che hanno a che fare spesso con tali problematiche anche x capire come si ragiona al di fuori della mia regione....


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Voglio fare un poco di polemica, anche se non so se sia il posto giusto:
Avete citato il MINIMO DEFLUSSO VITALE di un fiume/torrente/rio/fosso/scolo; avete citato che è l'Autorità di Bacino a stimarlo; Cosa accade quando un corso d'acqua non è perenne ma solo temporaneo???? Che MDV può avere?? Ed è lecito che un'Autorità di Bacino ne fissi comunque un limite???

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Ed è lecito che un'Autorità di Bacino ne fissi comunque un limite???
Che sia lecito è lecito......lo stabilisce la legge!
Il problema è nelle stazioni di monitoraggio.....perchè hanno smantellato gli Istituti Idrografici? Che fine hanno fatto gli Annali?
Valutare il MDV se non si conosce il MDN cioè il minimo deflusso naturale è duro!
La tua Tacs non è polemica ma sono giusti interrogativi.....purtroppo ci sono leggi che non tengono conto di altre leggi, cioè se da un lato si stabilisce che una struttura debba valutare determinati parametri dall'altro con altre leggi si smantellano quelle preposte ai monitoraggi e soprattutto in una fase particolare di cambiamento e decentramento si perde di vista il coordinamento delle strutture necessario in campi come questo dove il sistema bacino idrografico deve essere gestito in maniera unitaria.

Da GEOALFO
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E poi, secondo te, è giusto che le vecchie pratiche di concessione in sanatoria vadano all'ABR...rendendo, di fatto, retroattiva la legge??? Mi interessa il tuo parere e degli altri colleghi che hanno a che fare spesso con tali problematiche anche x capire come si ragiona al di fuori della mia regione....
No....no ma chi lo ha detto? Il parere all'Autorità di Bacino va richiesto per quelle pratiche le cui istanze sono successive al Dlgs 275 del 12 luglio 1993 dove però vigeva il silenzio assenso. Con l'entrata in vigore del Dlgs 152/2006 (03 aprile) invece c'è l'obbligo del parere (40 giorni piccole derivazioni 90 grandi) altrimenti bisogna nominare un commissario ad acta.
Quindi innanzi tutto bisogna vedere quando è stata istituita l'Autorità di Bacino (domande antecedenti la sua Istituzione logicamente non richiedevano parere) e poi vedere se nella pratica c'era già la richiesta di parere da parte dell'Ufficio Istruttore o del richiedente presso l'ADB e se manca la risposta comunque fino al 3 aprile 2006 c'era il silenzio assenso quindi la pratica procede senza parere dell'ADB.
Spero di essere stato chiaro.
Ciao Alessandro.


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Per Alex

Mi conforta sapere che anche tu hai interpratrato la norma come me....e che non sono un pazzo visionario.....ma al momento presso la mia provincia il dirigente di settore sta trasmettendo tutte le pratiche di condono all'ABR!!!!!

Ciao Alfonso


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Per Alex

Mi conforta sapere che anche tu hai interpratrato la norma come me....e che non sono un pazzo visionario.....ma al momento presso la mia provincia il dirigente di settore sta trasmettendo tutte le pratiche di condono all'ABR!!!!!

Ciao Alfonso
Aspetta mi fai venire un dubbio quindi si tratta di pratiche in sanatoria quindi di derivazioni abusive da sanare.....A questo punto fa fede la data della denuncia se questa è anteriore al 12 luglio 1993 o alla data di istituzione dell'ADB allora non richiede parere di tale Ente altrimenti si. Le richieste di parere, presentate dal privato o dall'Ufficio Istruttore, se antecedenti al 3 aprile 2006 non sono vincolanti poichè trascorsi 40 giorni si applicava il silenzio assenso.
L'importante è risalire alle istanze presentate all'ADB e alla loro data. Purtroppo di tale materia molto ingarbugliata (soprattutto se non esiste regolamento regionale o provinciale) non ne è mai stata data la dovuta informazione. La legge stabilisce che la richiesta di parere deve essere inoltrata dal privato e non dall'Ufficio Istruttore come normalmente fanno in molti Enti. Però è importante avere uno straccio di documento che dimostri tale richiesta e a quale data è stata inoltrata.
Un'altro aspetto importante per le pratiche da sanare: queste possono essere in sanatoria o in preferenziale. E' importante saperlo ai fini delle sanzioni e dei canoni arretrati da pagare. Per indirizzarla come preferenziale (derivazioni antecedenti al 10 agosto 1999) è importante lo studio del geologo che dimostri che l'acqua derivata non risulti acqua pubblica (dai vari elenchi del Min. dei LL.PP) o di subalveo di un corso d'acqua iscritto negli elenchi.


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