E' una questione seria da discutere seriamente e non solo per la nostra categoria.
Chi si è fatto la sua nicchia mica la vuole dividere con altri tanto che di gente "affermata" se ne guarda bene di entrare in questo argomento senmz'altro spinoso ma non per qusto da continuare a ignorare.
Lo faccio io perchè sono a fine corsa e perchè è una vita che lotto per l'affermazione di questa benedetta professione.
Lotto dal 1962, da quando erano 24 i geologi assunti come tali al Servizio Geologico Nazionale , poi un numero indefinito all'AGIP o all'ENI e il resto ,la grande massa, a insegnare a scuola e per la professione: allo sbaraglio con la bibbia in mano ( il Desio edizione 1958) ad inventarci dove e come farci conoscere non tanto come singoli ma come categoria.
E'passata alla storia l'iniziativa (presa in occasione di non ricordo più quale frana) di riempire i taxi e le vetrine di Bologna con striscioni così titolati : Più geologi meno frane.
Forza e coraggio datevi da fare anche voi senza piagnistei e cominciate con il prendervela con i prof che non vi insegnano quello che dovete poi fare in pratica.
Domanda; chi di voi, che non sia un geometra, riesce a mettere sul mappale i sondaggi fatti ?
Oppure tracciare in campagna due allineamenti fra loro perpendicolari ?
C'è in giro gente che è come un tale che venne una volta ad "aiutarmi" e quando gli dissi di caricare macchina le paline non le trovava perchè pensava fossero piccole palle.