Cari colleghi,
mi dispiace ripetermi ancora una volta, ma anche a rischio di diventare pesante e pedante vorrei ricordarvi che la professione NON E' SOLO LA GEOLOGIA TECNICA e questo va ribadito con ulteriore forza soprattutto in considerazione del fatto che è assolutamente necessario appropriarsi degli spazi che ci appartengono.
Questo forum è seguito da tanti studenti e laureandi che per molti versi si ispirano alle nostre riflessioni; vi ASSICURO che nell'ambito della petrografia applicata c'è molto molto molto lavoro....inoltre questo campo non è soggetto ad alcuna sovrapposizione con le altre figure: la petrografia la può fare SOLTANTO un geologo. E' chiaro che finché la nostra categoria considera lo studio mineralogico-petrografico come un qualcosa da relegare ai ricordi romantici dei tempi dell'università, non si faranno mai passi avanti. Il collega Scaglioni diceva che un giovane che lo "aiutava" non sapeva la differenza tra paline e piccole palle. Ebbene io vi chiedo: chi sa distinguere al microscopio, o anche in campagna, un quarzo microcristallino da una selce? E un calcare da una dolomia? Ma chi se ne frega mi direte voi! A cosa mi può servire una cosa del genere se non ad appagare la mia curiosità scientifica!!!? Ebbene, se le vostre risposte sono queste, significa che ignorate una ENORME fetta di mercato che possiamo occupare SOLTANTO noi. Avete idea di quante cave ci siano in Italia? Avete idea di quanti commercianti di materiale lapideo per calcastruzzi, malte, rivestimenti....abbiano bisogno di caratterizzare i loro materiali? Avete di idea di quante contestazioni legate a difetti dei materiali lapidei ci siano OGNI GIORNO in tutto il territorio nazionale? Naturalmente i geologi per primi ignorano le proporzioni delle potenzialità di questo mercato e, manco a dirlo, gli ingegneri si improvvisano anche in questo caso tuttologi e tentano, in nome di un unico esame sui materiali che quasi tutti si ritrovano ad aver sostenuto, di appropriarsi anche di questo settore. Ma qui ovviamnte hanno bisogno per lo meno di un indagine petrografica che sono "costretti" a commisionarci per poi costruirci sopra la loro consulenza tecnica. Ci credete che non si trovano in giro sufficienti geologi che riescano a soddisfare il mercato? MAGARI CI FOSSERO DEI GIOVANI CHE VOGLIONO FARE UN Pò DI TIROCINIO IN QUESTO SETTORE!!!! Ma ovviamente non ci sono perchè il settore è sottovalutato, quindi nessuno prende atto delle potenzialità, nessuno OSA NEANCHE PENSARE di inserire la petrografia applicata nell'esame di stato.... Quindi ci si rivolge ai professoroni universitari che sfruttano studenti laureandi e dottorandi a tale scopo. Ovviamente le università e i più volte citati baroni si guardano bene dal "divulgare la notizia" e il messaggio che va per la maggiore è che, se uno studente intraprende un percorso legato alla mineralogia ed alla petrografia, sarà costretto a fare lo schiavo dentro l'università per tutta la vita. Questa convinzione non fa altro che dirottare la maggior parte degli studenti verso percorsi legati agli ambiti "classici" della professione di geologo rendendo saturo il settore e portando quindi alle frustrazioni legate alla professione che tante e tante volte abbiamo letto su questo forum.
Più volte mi sono dichiarata ottimista riguardo al futuro della nostra categoria professionale, ma mi vado sempre più convincendo, soprattutto frequentando il forum, che la cosa sarà molto più lunga e complicata di quanto avessi potuto immaginare. Il colpo di grazia, se così lo vogliamo definire, l'ho ricevuto quando ho letto che i giovani si devono fare il c... da soli così come ce lo siamo fatto "noi vecchi"!!!! E come si fa a parlare di spirito corporativo di fronte ad affermazioni di questo tipo?
Buona giornata a tutti
Crema