Io credo che nell'ambito della nostra categoria ci sia un pò di confusione...tutti dicono cose giuste e condivisibili...che solo all'apparenza sono contrastanti...

Riprendendo il discorso di Crema, è vero la geologia tecnica rappresenta il maggiore settore di "impiego" dei geologi italiani...anche se più che di geologia tecnica parlerei di geologia applicata alle opere d'ingegneria....
Esistono anche delle sottobranche...in cui però pur esistendo teoricamente grossi compensi questi sono alla mercè di pochi....
parlo della geologia applicata alla pianfificazione territoriale
dell'idrogeologia
degli studi di impatto ambientale
progettazione di cave e discariche

Poi esiste il campo della geognostica...con l'amletica domanda se si tratti di attività professionale o attività imprenditoriale......

Esistono poi altri campi: dalla petrografia applicata come diceva la collega, allo studio del degrado dei monumenti fino alla geochimica delle acque....ma qui siamo in nichhie iperspecialistiche che non so a quanti di noi riuscirebbero a sfamare.....

Recentemente le applicazioni GIS sono venute alla ribalta ed hanno offerto nicchie di mercato....

Ma il problema secondo me è sempre lo stesso: siamo rimasti una professione di nicchia, senza grandi risorse....ripeto basta vedere quanti studi professionali di geologia tecnica esistono realmente in italia....e quanti dei 18.000 geologi italiani utilizzano come studio...il tavolo da cucina...e dico questo perchè secondo me...è la cartina di tornasole del malessere di una categoria...

Quando mancano gli studi...molte volte mancano i soldi...ed anche il giro d'affari è molto limitato...per cui è anche difficile accettare tirocinanti...e gli stessi non hanno stimoli..."per una relazioncina ogni tanto"


quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...