Ciao Se,
per identificare il fenomeno devi condurre un'indagine petrografica su campioni di manufatti e di materia prima. Più precisamente: diffrattometria (XRD) sia sul manufatto che sulla materia prima per identificare la natura delle efflorescenze e una sezione sottile sul manufatto per individuare eventuali elementi deleteri nello "scheletro" cioè nella sabbia utilizzata nell'impasto. Inoltre le tegole per coperture sono sottoposte a marcatura CE quindi le materie prime che le costituiscono devono avere dei prerequisiti tali da assicurare che non si producano efflorescenze o, peggio, subflorescenze. Ti assicuro, e lo vorrei confermare anche a Grannisi, che le "patine biancastre" non sono affatto un effetto voluto qualificante la bontà del materiale (anche se alcuni commerciali lo spacciano per tale!!!!), ma sono un vero e proprio degrado. E' ovvio comunque che il problema, come diceva Grannisi, è attivato dall'acqua e che un protettivo non traspirante accentua il problema. A conferma di quanto dicevo nel post "tirocinio", questo è uno dei tanti lavori che si possono fare nell'ambito della petrografia applicata. La risposta di Grannisi, che ti dice di rivolgerti alle fabbriche di laterizi, conferma che noi geologi non sappiamo quali sono le potenzialità della nostra categoria!!!!!
Io faccio correntemente questo tipo di indagini......se hai bisogno ci sentiamo via mail.
saluti Crema


La conoscenza è una.
La divisione in argomenti
è una concessione alla
debolezza umana