La calcarenite a cui mi riferivo è la formazione di Castelgomberto, che costituisce l'ambiente petrologico in cui si snodano i 26 km del Buso della Rana. In molti tratti è percorsa da acque sotterranee anche in periodi di magra. Il pavimento è costituito da basalti medioeocenici e presenta anche affioramenti di marne del priaboniano (Priabona è ad un tiro di schioppo da lì, e Castelgomberto è un po' più in là). Ho misurato l'aria e l'acqua, sia all'imboccatura che in una saletta nei primi 200 metri, e c'è una discreta attività alfa, oltre a beta e gamma.
Un'altra grotta (la Poscola), a Priabona, 3-4 km sotto, non ha uno straccio di attività che non sia una debolissima gamma, minore di quella che lo strumento rileva all'esterno.
Un'altra cavità dietro l'altopiano, un tunnel artificiale che intercetta una sorgente, ha una modesta attività. Anche qui abbiamo calcari e basalti. La differenza con il Rana è che, mentre nella prima l'oscillazione era contenuta, nel tunnel è molto ampia, spaziando tra picchi piuttosto alti, e momenti in cui va quasi a zero, per poi riprendere all'improvviso.
Nella cantina giù al lago di Bolsena, e alla vena che ho descritto, invece, ho rilevato valori notevolmente più alti. Nelle vicinanze, c'è una miniera di caolino, ora abbandonata perchè il materiale è invendibile a causa della radioattività. Siamo ad un tiro di schioppo dalla caldera di Latera.
Io credo che nelle cavità calcaree venete che abbiamo misurato, o l'U non era presente dall'inizio (oligocene-miocene), quando si è formata la calcarenite, in quanto che il radio è stato fissato nella formazione della roccia calcarea, oppure, se ce n'era un pochino, sia stato dilavato via come complesso uranil-carbonico, mentre il Ra è rimasto per l'affinità chimica col Ca e Mg.
Mentre ho letto che nelle piroclastiti dei sistemi volsinio e vicano è stato rilevato anche Th, oltre che U.
Riportando i dati di dose eq. alfa in istogramma, la differenza tra la cantina e il Rana, risalta drammaticamente...3 ad 1.
In un'altra cavità dei Berici, la Grotta della Guerra, ramo superiore, ci sono necks basaltici fortemente alterati. Lì, una misura dell'emanazione della roccia con sonda al silicio schermata, mi ha fornito valori più alti nel calcare che non nel basalto, il quale, oltretutto è talmente alterato da essere praticamente argillificato. Lì non abbiamo circolazione idrica. Si tratta, comunque, di valori molto più bassi di quelli della caldera di Bolsena e Latera. Ma veramente tanto più bassi.
Purtroppo non abbiamo la possibilità di stabilire dall'analisi della roccia, se abbiamo U, Th, Ra, Bi e Pb. Al più posso, se ho un corso d'acqua, misurare con precisione il K, e da lì risalire al K-40. Chimicamente, per quanto riguarda i radioisotopi, di più non possiamo fare. Disponiamo di un geiger digitale che fa tutto in aria e acqua, e un rilevatore al silicio per misure su solidi....ma strumenti seri, non giocattoli o cessi post-Chernobil.
Farò molte altre misure nell'area Bolsena-Viterbo-Latera la fine di agosto. E molte altre nell'area berico-lessineo-euganea. Perchè ho notato che ci sono delle diversità che ancora non so spiegarmi. E in area vulcanica, farò misure sia in località diverse, che in strati diversi della stessa località, per vedere se esistono diversità tra i singoli eventi eruttivi, considerando, però, anche la possibilità di mobilità dei vari radioisotopi, che può avere alterato l'emissione nel tempo.


AlphaCentauri