Gentili amici (colleghi non mi è mai piaciuto, mi sa troppo di corporazione),
è la prima volta che scrivo nel Forum e ciò non perché sia un neofita… anzi, però ho deciso di farlo per palesare alcune riflessioni circa la “nostra” famigerata EPAP e possibilmente avere delle repliche e/o delucidazioni.
Premetto innanzitutto di trovare più che giustificata e necessaria l’istituzione della Cassa di previdenza, se non altro perché all'opposto si rischiava di finire nel calderone dell’INPS (che rappresenta il peggio del peggio).
In ogni modo mi sono sorte istintive 2 riflessioni (sviscerando meglio il plico che mi è pervenuto ce ne saranno sicuramente altre, per la prima puntata mi limito a queste).
1) Ho notato, e correggetemi se sbaglio, che ci sono dei limiti di contribuzione, limiti inferiori e superiori. Difatti, se Tizio guadagna al netto 30 ml paga il 10%, ovvero 3 ml, lo stesso dicasi per Caio che percependo 60 ml al netto paga 6 ml. Tuttavia se Sempronio guadagna 200 ml non paga più 20 ml, bensì “soltanto” 13,2 ml. Questo non mi trova granché d’accordo, in quanto perché chi guadagna tanto deve versare poco? (Conosco professionisti o professori universitari che producono 1 o 2 lavori l’anno con parcelle superiori 100 ml l’una). Al limite questa clausola poteva essere giustificata se non ci fosse stata l’altra… quella del limite inferiore di contribuzione. Infatti, indipendentemente da quanto si è guadagnato, chi non raggiunge gli 8 ml netti annui paga comunque le sue belle 800 mila lire (+ incremento ISTAT). Questo, Signori, lo trovo ancora meno giusto, in quanto sovente capita che nei primi anni di attività professionale (a meno che non si sia già inserito nel sistema per altre cagioni) non si raggiungono affatto gli 8 milioni… Anzi, ogni poco si va in perdita (questo non lo dico così per dire ma con cognizione di causa in quanto all’inizio della mia attività non guadagnavo affatto gli 8 ml netti annui ma molto, molto meno). Qualcuno, a questo punto, potrà contravvenire alla mia analisi dicendomi che esiste lo “sconto” del 50% per i primi tre anni; ebbene, per esplicitare il mio pensiero sul famigerato sconto (o bonus) passo al punto successivo.
2) A parte in fatto che trovo aberrante che chi supera la «clamorosa» cifra degli 8 ml netti anni anche se non ha 30 anni deve pagare per intero, per quale motivo lo sconto del 50% deve essere esclusivamente applicato per chi non ha compiuto 30 anni al momento della iscrizione. Può accadere che qualcuno si iscriva all’Ordine anche a 31 anni, o 40 o 50 anni (perché è vietato?) e si trovi costretto a dover pagare la contribuzione per intero, senza bonus, ma avendo gli stessi “requisiti professionali” di chi ha meno di 30 anni. In questa “strana” situazione chi in precedenza e per qualsiasi motivo ha svolto altra attività, ma come San Paolo sulla Via di Damasco sia rimasto illuminato ed abbia deciso di mettere a frutto la sua “vecchia” laurea, si viene a trovare in condizioni di inferiorità rispetto a chi decide di iscriversi immediatamente. Io credo che questo sconto o si applica a tutti i neofiti indistintamente oppure non si applica affatto!
Grazie per eventuali commenti
PS. Scusate presumibili errori sintattici e grammaticali, ma ho buttato giù lo scritto come veniva.