Condivido in buona parte quello che hai scritto.
La Cassa di Previdenza mi pare sia stata istituita sulla spinta del fatto che obblighi di legge ci avebbero altrimenti imposto il versamento del 15% del reddito direttamente all'INPS, insieme a tutti i lavoratori autonomi non iscritti ad enti previdenziali; la sua istituzione è stata quindi, come tu scrivi, giustificata e necessaria. Se poi si vuole eccepire sul fatto che sia un'operazione "forzosa", non è con l'Ordine che bisogna polemizzare, ma con la legislazione previdenziale italiana; polemica con molta parte di ragione, ma di altro e più vasto livello.
Pur non essendomi addentrato nei dettagli dei punti da te indicati (sono fortunato, il mio reddito è "medio"), ritengo che soprattutto in merito ai limiti di età si poteva fare molto meglio. Il chiaro intento della norma è non oberare coloro che sono agli inizi: ma porre come criterio l'età è assurdo e ingiustificato, perchè sarebbe bastato stabilire un intervallo di tempo "di franchigia" ed imporre al contribuente l'obbligo di indicare l'effettivo anno di inizio attività.
La fissazione di un'aliquota unica indipendente dal reddito (ad eccezione dei termini estremi) è secondo me corretta in via di principio. Qualcuno la propone anche per la tassazione dei redditi sull'esempio di alcune nazioni (soprattutto anglosassoni); in questo caso la riterrei meno giusta. Perchè mentre la tassazione è la misura del grado di partecipazione alla spesa corrente dell'organizzazione statale ed ha quindi un valore sociale, da ripartirsi in funzione delle possibilità, la contribuzione previdenziale è una forma di accantonamento personale a vantaggio principalmente individuale; è la quota parte che ciascuno deve accantonare per garantire a sè stesso una pensione adeguata allo standard di vita. Si ritiene che il 15% del reddito rappresenti il minimo per assicurarsi il rispetto di tale standard.
In teoria, quindi, la contribuzione previdenziale non avrebbe alcun valore "sociale" e l'aliquota pertanto non dovrebbe variare con il reddito. Il fatto che in realtà i soldi progressivamente accantonati siano utilizzati per il pagamento delle pensioni correnti non dovrebbe costituire un problema, posto che la pensione non sia calcolata in riferimento ai massimi redditi percepiti (è uno dei meccanismi criminali che hanno affossato l'INPS), ma ad una qualche media; questa è una mia deduzione, per cui uso il condizionale.
Il vero problema è stabilire una soglia minima di reddito per l'applicazione dell'aliquota unica; quella prevista dal regolamento della Cassa è scandalosamente bassa, secondo me andrebbe come minimo raddoppiata.
A questo punto andrebbe anche introdotto un elemento di valutazione finanziaria, perchè una gestione efficace ed efficiente di un fondo impone la necessità di disporre di un capitale congruo; credo sia questa la ragione del fatto che la Cassa sia multi categoriale. Ma su questo aspetto non vado oltre una grossolana infarinatura; quindi mi fermo qui, anche perchè mi sono già dilungato abbastanza.
Salute a tutti.