Antonio e altri colleghi,
per quanto ne sappia l'EPAP, al pari degli altri enti pensionistici, investe i nostri soldi, per cui il rendimento è in stretta dipendenza dell'abilità degli addetti e dell'andamento dei mercati (finanziario, immobiliare, delle materie prime - se si investe in oro, diamanti, ecc.).
Alcune notizie raccolte dal 1° numero della rivista:
Dal 1996 (anno di inizio attività dell'EPAP) al maggio-giugno 2002 il rendimento è stato
NEGATIVO , come si deduce dall'articolo di Dallocchio, pag. 8:
Gli investimenti effettuatinel 2001, effettuati a cura del comitato fondatore, ... Al momento si tratta di investimenti sottoperformanti e perciò sono sotto osservazione...
in poche parole: i soldi raccolti fino alla nuova gestione (consulenza Dallocchio) sono diminuiti, e così devono essere
nulli i rendimenti. Viva il comitato fondatore!
Il consulente Dallocchio ha investito i 171 milioni di Euro disponibili nella maniera illustrata in tabella a pagina 8. Viene giustificata la scelta, ma se continuiamo a leggere l'articolo tra le righe si comprendono i riferimenti all'attuale molto instabile situazione economica, sfavorevole agli investimenti (azionari ed obbligazionari, come sa chi ha visto i propri fondi affondare negli anni scorsi). Oggi l'unico investimento sicuro rimane il mattone, ma nell'ottica dell'EPAP anche ciò pone problemi di rendimento in vista del picco dei prezzi e di possibili ribassi.
In poche parole, finora mi sembra che le cifre più pessimistiche riportate sopra dai colleghi siano più verosimili.
Szikla, non so se parlare con il prof. Dallocchio sia la cosa giusta, dato che lui gestisce i fondi e il suo giudizio potrebbe essere influenzato verso l'ottimistico.
Altro elemento poco rassicurante: finora l'EPAP ha soltanto incassato denaro. Cosa succederà quando sarà il momento di liquidare i colleghi che andranno in pensione? Questo grande punto interrogativo sulla sostenibilità a lungo termine dellente è esplicitamente descritta da Sandrini a pag. 6 della rivista.
Infine, sorgono legittimi i seguenti interrogativi:
Quante persone lavorano all'EPAP? quali sono gli stipendi? Con quali criteri sono avvenute le assunzioni? Esistono familiari di iscritti o familiari del comitato fondatore che lavorano all'EPAP? Se sì come sono entrati? Esiste qualcuno che controlla le decisioni del CDA? Perchè creare questo nuovo ente con conseguente dispendio economico quando già esisteva l'INPS (che appare garantisse rendimenti maggiori?)...
Questi dubbi dovrebbero essere chiariti anche in base ai criteri di trasparenza obbligatori moralmente e anche legalmente per enti pubblici (se questo è l'inquadramento dell'EPAP). Si tratta dei nostri soldi molto faticosamente guadagnati.
Mi dispiace avere usato toni pessimistici, sarei ben lieto che qualcuno potesse contraddirmi.
