Al Sig. De Belidor (chissà cos'è...) raccomanderei di limitarsi a valutare le proprie possibilità di comprensione degli argomenti, giacchè la questione era stata posta da altra persona (altrettanto "camuffata") della quale io non mi sentirei di mettere in dubbio le capacità di comprendere. Inoltre, se la mia spiegazione fosse risultata così incomprensibile, perchè l'ineffabile "Belidor" non prova a scorrere un po' lo Statuto, il Regolamento e la legge 103/96 per capire qualcosa in più? O preferisce dire sempre come il grande "Ginettaccio Bartali" che "gli è tutto sbagliato", "gli è tutto da rifare"? Se è così, faccia pure, vuol dire che si accontenta.
Ad ogni modo, al caro amico dallo pseudonimo un po' raccapricciante dichiaro ogni disponibilità per ulteriori approfondimenti.
Al Collega che fa la dichiarazione della propria pensione ricordo ancora una volta che il sistema di calcolo è quello contributivo e, quindi, conta la quantità di denaro che accantoniamo e non il periodo di tempo impiegato per accantonarlo.
Questa è la legge, almeno fino ad ora. Allo stesso amico, se non lo sapesse, dichiaro che una delle modifice proposte dal Consiglio di Indirizzo Generale dell'EPAP allo Statuto ed al Regolamento dell'Epap, riguarda proprio la possibilità di restituzione del montante capitale versato allorchè la somma non avesse maturato, in determinate condizioni, una pensione almeno pari alla metà della minima prevista per legge.
La modifica è entrata nel contesto di un programma di riforme dell'Ente per il quale lo stesso Organo ha lavorato per un quadriennio e che il Consiglio di Amministrazione, speriamo, avvierà a brevissimo ai Ministeri Competenti.
Al Ministero è stata già inoltrata, invece, la modifica dell'art. 19 del Regolamento per l'apertura del ventaglio "assistenziale" dell'Ente a numerose altre eventualità diverse da quelle fin'ora previste.