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Caro Geotux, non c'era nessuna contraddizione nelle prime due risposte: chi non fa la libera professione, non paga EPAP. mi sembra chiarissimo. La prox te lo scriviamo in english... Comunque l'ultima risposta di Grannisi dovrebbe accontentare anche i più scettici.
Saluti
Alessandro
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caro grannisi approfittando delle tue competenze in tema di previdenza vorrei porti un quesito.
Mario Rossi da libero professionista iniziale diventa, previa assunzione, dipendente. Passa pertanto dall'EPAP all'INPS. Qualora saltuariamente esercitasse la libera professione dovrà pagare di nuovo anche i contributi all'EPAP.
DOMANDA: se il volume di affari, come libero professionista saltuario, sarà inferiore al minimo stabilito dal regolamento EPAP pagherà i contributi sul reale fatturato o sempre sul minimo ?
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Originariamente inviato da cascone: caro grannisi approfittando delle tue competenze in tema di previdenza vorrei porti un quesito.
Mario Rossi da libero professionista iniziale diventa, previa assunzione, dipendente. Passa pertanto dall'EPAP all'INPS. Qualora saltuariamente esercitasse la libera professione dovrà pagare di nuovo anche i contributi all'EPAP.
DOMANDA: se il volume di affari, come libero professionista saltuario, sarà inferiore al minimo stabilito dal regolamento EPAP pagherà i contributi sul reale fatturato o sempre sul minimo ? Alessà, l'argomento è stato più volte trattato sul forum. Ti ringrazio per le competenze (che non ho), tuttavia potrei avere dei limiti dovuti ad eventuali errate interpretazioni del regolamento Epap, non essendo un "tecnico" in materia di contribuzione, per cui rimando sempre ad un'attenta lettura del regolamento e statuto della Ns. cassa di previdenza. Ti faccio tuttavia presente che eventuali scelte "previdenziali" sono sempre soggettive e non possono essere generalizzate. Partendo da questa ipotesi avremo pertanto diverse opzioni: 1) Un professionista che diventa dipendente e non ne vuole più sapere di svolgere L.P.; in questo caso può cancellarsi dall'Epap e non pagare più i relativi contributi dal momento della cessazione dell'attività (salvo eventuali conguagli), diventando un iscritto "passivo"(credo che si dica così), giacchè i contributi versati matureranno interessi sino al momento della pensione e/o eventuale ricongiungimento con altra cassa. 2) L.P. che diventa dipendente,si cancella dall' Epap, ma che occasionalmente vuole svolgere attività professionale; questo caso è un pò più complesso, in quanto svolgendo attività professionale occasionale è tenuto al versamento Epap per il fatturato professionale raggiunto, con l'eventuale minimo da versare stabilito ogni anno dalla cassa e quindi deve iscriversi per il periodo di prestazione (che mi sembra per legge non debba superare i 30 giorni), riducendo i contributi in funzione di dodicesimi. Ad esempio svolgo una prestazione occasionale di 30 gg. ricevo un compenso di 7500,00 €, quindi (per semplificare) dovrò versare alla cassa il 10% (750,00€), superiore al minimo stabilito nell'anno, ridotto però in dodicesimi, quindi 750/12= 62,50€. Analogo discorso va esteso anche se non si supera il fatturato minimo e quindi i contributi minimi da versare (essendo minimi non possono essere derogati a prescindere dal fatturato!!!!), riducendo le somme in funzione di dodicesimi. 3) Esiste anche la possibilità di continuare a versare i contributi minimi Epap pur non svolgendo attività professionale, come contribuzione volontaria (Art. 20 del regolamento) fermo restando che deve continuare ad essere iscritto al relativo Albo P.. Spero di aver chiarito i tuoi dubbi, e soprattutto di non aver detto castronerie...eventualmente perdonatemi eventuali errori, ma tutti abbiamo dei limiti...soprattutto in materie estranee alla tipologia di lavoro... Ciao P.S.: Alessà, ma non è che da pseudopalermitano vuoi "sfrogoliare" con questi quesiti? Ciao
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Iscritto: Jul 2003
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Grannisi alla fine abbiamo detto la stessa cosa Cascone certo che non deve pagare meno dei minimi, ma nei moduli epap è scritto a chiare lettere.
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Iscritto: Dec 2004
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scusa grannisi ma solo ora mi sono ricordato di questo post.
grazie per le delucidazioni
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Iscritto: Mar 2004
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L'obbligo scatta dal momento in cui emetti il tuo primo documento fiscale ( fattura o prestazione occasionale) da professionista, quindi stai pure tranquillo. Ciao grannisi, sono colto da ricorrenti dubbi sul punto. Secondo te come sono definite le prestazioni occasionali da professionista? Interpreto come quelle che NECESSITANO del timbro di appartenenza all'ordine dei geologi, oltre che alla firma.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Originariamente inviato da mccoy: Ciao grannisi, sono colto da ricorrenti dubbi sul punto. Secondo te come sono definite le prestazioni occasionali da professionista? Interpreto come quelle che NECESSITANO del timbro di appartenenza all'ordine dei geologi, oltre che alla firma. [/QB][/QUOTE] Mccoy metti un dito su una piaga...premesso che sono la persona meno indicata a dare informazioni di questo genere, non essendo competente in materia (per cui sarebbe opportuno rivolgere la domanda ad esperti del settore tributario), tuttavia credo di aver intuito il senso della tua richiesta, in pratica ti chiedi "ha senso emettere una prestazione occasionale per lavori professionali?" Le leggi in materia tributaria lo consentono (credo), quindi è del tutto lecito poter fare una prestazione occasionale per lavoro da professionista, mi sorge solo un dubbio che mai nessun esperto mi ha chiarito: fino a che punto o meglio qual'è la soglia (quantità) per cui si può chiamare prestazione occasionale? E qui ho ricevuto le risposte più fantasiose da parte degli esperti con varie opinioni in merito, delle quali la più veritiera e aderente alla realtà (dell'epoca...) è quella fornitami dal mio commercialista quando iniziai la mia attività: "Puoi fare solo UNA prestazione occasionale annua, non ha importanza l'importo, può anche essere da un miliardo (di lire), purchè sia solo UNA. Più prestazioni occasionali annue (> 1) configurano svolgimento di attività professionale continuativa e quindi soggetta ad IVA, pertanto un'eventuale controllo fiscale ti potrebbe portare ad una denuncia di evasione d'IVA con conseguenti sanzioni amministrative e penali". Non convinto di ciò andai da un'ulteriore commercialista, il quale candidamente (ed all'estrema posizione rispetto al precedente parere) mi disse: "ma quandomai!!! puoi fare tutte le prestazioni occasionali che vuoi....eventualmente se dovesse succedere pagherai delle sanzioni....  ". Decisi comunque di aprire partita IVA....al fine di non incorrere in eventuali errori  . Oggi credo che non sia così, in quanto la prestazione occasionale è stata in un certo senso normata, ha un tetto massimo di circa 5.000 € (credo) e non può eccedere la durata di 30 giorni (continuativi mi sembra), ma sinceramente non avendo alcun interesse in merito non ho mai approfondito adeguatamente l'argomento, per cui ti suggerisco di chiedere chiarimenti agli esperti del settore. Riguardo a ciò, personalmente ritengo che per attività professionali il sistema della prestazione occasionale è totalmente errato (seppur attualmente lecito), in quanto porta molto spesso ad errate interpretazioni normative ed eventuali elusioni ed evasioni di redditi; sarebbe più opportuno aumentare le agevolazioni fiscali in materia di iva (che già esistono) per i primi anni di attività professionali. Spero di aver chiarito in parte i tuoi dubbi (in parte sono anche miei  ) Ciao
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