Quote:
Originariamente inviato da geologa:
Non capisco perchè si cita che '..se passasse il concetto che laurea ed abilitazione alla professione non sono un obbligo....".
perchè storicamente per fare una professione in gran parte della UE (giusto per non allontanarci troppo) non è richiesta nemmeno la laurea.

Mi spiego.

In Italia fino all'emanazione della Legge n. 1395 del 24/06/1923 e del R.D. n. 2537 del 23/10/1925, la professione di ingegnere veniva fatta anche da chi aveva semplicemente il titolo di geometra (art. 9)
In Francia è tutelato il titolo di ingegnere ma non la professione. Non esiste infatti il corrispondente Ordine professionale e questo alla faccia delle questioni sollevate dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri con il famoso documento sulle competenze relative alla geotecnica (http://www.consiglionazionalegeologi.it/asp/AODocumento.asp?iddoc=4235&idcat=10)
In Francia anche un diplomato può svolgere funzioni di ingegnere ma non può appellarsi tale:
http://www.cefi.org/CEFINET/GLOBAL/CTI/TITRE.HTM
In Gran Bretagna la cosiddetta accademizzazione dell'ingegneria non cambiò in modo sostanziale la tradizione on the shop su cui era nata la professione.
La laurea in Ingegneria non era obbligatoria neppure per diventare membro della esclusiva e blasonata associazione professionale ICE (Institution of Civil Engineers) al punto che fino alla seconda metà del '900 il titolo accademico non era sufficiente a sostituire le credenziali acquisite sul campo
(senza titolo).

Le informazioni di cui sopra sono tratte da:

MARIA MALATESTA - Professionisti e gentiluomini. Storia delle professioni nell'Europa contemporanea. Einaudi (2006)


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)