Allora ho scelto il forum perchè penso sia utile mettere al corrente di più persone che per poter rintracciare un dipendente del Dipartimento è impresa abbastanza ardua per un normale cittadino (assurdo no!!), oltre al fatto che comunque è positivo sempre parlare di protezione civile. Non vorrei però occupare ulteriore spazio e temo che questo diventi solo un dialogo a due.
Sul fatto che stiamo passando al Federalismo di tipo tedesco ho i miei dubbi..... forse al Regionalismo che è ben diverso.
Quando ho accennato al fatto che sono state escluse le Province e i Comuni non parlavo logicamente di coordinamento e indirizzi, però dato che i piani di emergenza spetta a loro redigerli per legge come si può escluderli dal sistema di allertamento (essendo nazionale e regionale). A prescindere dal fatto che anche un bimbo capirebbe che il controllo dei dati in real time non serve a un fico secco se non hai la conoscenza del territorio, ma qui si continua spendere risorse e tempo per sistemi di controllo centralizzati e non si tiene conto dell'assenza di operatori locali (da qui l'interrogativo dov'è il geologo nella protezione civile? o meglio dove dovrebbe stare? di più nelle organizzazioni statali e regionali o negli enti locali?).
Vabbè che non tutte le Province sono come quella di Modena ma le stesse materie conferitele dal testo unico sugli Enti Locali e dalle Bassanini parlano chiaro in materia di protezione civile. Qui gli indirizzi tornano a parlare di Piani di Emergenza Regionali e da quale legge successiva al D.Lgs. 112/98 scaturisce? Le Regioni dopo aver in gran parte distrutto i Geni Civili (sismica e idraulica) li stanno passando alle Province e dovrebbero stabilire loro quali sono i criteri da adottare per i livelli di allerta e criticità? Come si conciliano i livelli di guardia previsti nel servizio di piena dal R.D. 2669 con le soglie di criticità? Ma che mischiume!!!!!
"In emergenza, dove le autorità locali non sono in grado di affrontare una situazione di criticità, lo stato e quindi il DPC interviene a sostegno."
Infatti il Dipartimento di questo si vanta e non è positivo. Prima, gli Enti Locali, non vengono stimolati e messi in grado di camminare con le proprie gambe (a volte addirittura sembra ostruzionismo) e poi si criticano . Al Dipartimento piace fare la parte dell'"arrivano i nostri" per far vedere quanto son bravi e operativi.
Nella mia Regione quando una Provincia si è riunita con le Prefettura (diversi anni fa) invitando le Amministrazioni Comunali a seguire delle linee comuni (metodo Augustus) per la pianificazione di emergenza è intervenuta la Regione fermando tutti e ribadendo la loro competenza, della serie noi non facciamo ma stiamo molto attenti a non farvi fare. Questo il Dipartimento lo nota? Cioè l'eccessivo centralismo di alcune Regioni?
Tornando al topic di partenza io il geologo nell'Amministrazione Pubblica Statale ho avuto la fortuna di farlo per l'80% in maniera tecnica ed operativa e per il 20% in maniera burocratica, e questo è possibile se si lavora localmente e non in sedi centrali. Ora lo Stato non ha più sedi periferiche, quindi è logico che passi totalmente il pallino dell'operatività agli Enti Locali intervenendo solo realmente in caso di eventi di tipo C, FAVORENDO E AIUTANDO (CON IL COORDINAMENTO) GLI ENTI LOCALI AD ORGANIZZARSI PER COSTITUIRE SERVIZI OPERATIVI DI PROTEZIONE CIVILE e non perda troppe risorse e tempo con i centri di "Eccellenza Universitari" con i loro baroni che credono di possedere la conoscenza del mondo, spesso gli accademici conoscono ben poco le realtà locali e conducono le Amministrazioni nelle rotte a loro congeniali (modellistica e ricerca fine a se stessa senza risvolti applicativi).
Alessandro
P.S. su ciò che ho detto spero che si sia capito sempre sottinteso "secondo il mio personale e inutile (soprattutto se espresso solo in un forum) modo di vedere le cose"