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I TG di ieri hanno divulgato notizie sulla manovra finanziaria, che introdurrà l'obbligo di assicurazione delle abitazioni contro terremoti e alluvioni.

In Italia abbiamo costruito in tutte le aree golenali o alluvionabili, abbiamo edificato migliaia di case in semplice muratura portante anzichè intelaiate in c.a., fino a pochi anni fa (ma in certe zone tuttora) si è fatto a meno gli studi geologici per le fondazioni, con il risultato collaterale di creare il mercato alle resine espandenti...
per fortuna per tutto ciò c'era la soluzione a portata di mano: l'assicurazione obbligatoria contro gli eventi naturali!

Cari colleghi, può essere una visione eccessivamente pessimistica ma a me pare che lo Stato stabilisca un nuovo principio in materia di rischio sismico e geologico: non si tratta più di un problema della collettività nè di porre rimedio ad errori di pianificazione e costruzione, ma di un aspetto che riguarda il privato cittadino e che si risolve con una bella polizza contro tali rischi.

Ci potrebbero essere altre implicazioni: svuotare di significato gli studi di pericolosità idraulica e le perimetrazioni di rischio
geomorfologico, tornare alla pianificazione selvaggia del territorio, in breve superare la prevenzione magari potenziando gli interventi di emergenza, che saranno finalmente finanziabili con certezza dalle assicurazioni (e quindi dal cittadino).

Speriamo di sbagliare, ma pare di tornare all'epoca in cui si invocava " l'imprevisto geologico " per giustificare il lievitare degli appalti pubblici, anzi si evitava accuratamente di fare indagini geologiche in fase di progetto proprio per poter ricorrere all'imprevisto.
Stavolta si attendono nuovi imprevisti, che siamo una alluvione, una frana o un sisma, anche se la comunità scientifica di cui facciamo parte ha tutti gli strumenti per prevederne la probabilità di accadimento, l'entità e i danni.

A margine, a rischio di entrare in una valutazione "politica", mi chiedo che cosa c'entri con la finanza pubblica l'obbligo di sottoscrivere delle assicurazioni private.

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L'obbligo di sottoscrivere assicurazioni private c'entra col fatto che il nostro presidente del consiglio è proprietario di compagnie di assicurazioni


Stefano
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A questo punto possiamo chiudere bottega , riconvertendoci in agenti o periti per le assicurazioni....che ne dite?


Sabato D'Elia
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Ne sai di più su quest'obbligo? Interessa che so solo le aree R4 previste dai Piani di Bacino e la zona 1 della nuova classificazione sismica? Se fosse così chi viene danneggiato da una esondazione in zona non R4 che fa con chi se la prende con l'Autorità di Bacino?
Comunque lo Stato già accantona una cospicua cifra per le calamità naturali il problema è il loro utilizzo.
Secondo il mio inutile parere, bisognerebbe punire severamente lo sciacallaggio che si verifica costantemente dopo ogni calamità legato alla corruzione: tangenti per le opere di ricostruzione, tangenti per le somme urgenze, politici, dipendenti pubblici e imprenditori che si ingrassano sulle disgrazie degli altri. Però per far questo dovrebbero aumentare i controlli. Così si recupererebbero somme ingenti di denaro che eviterebbero le assicurazioni e potrebbero essere reinvestite nella prevenzione.
Ma credo che, a prescindere dal governo, questo sistema a noi piace e lo dimostrano i fatti di tanti anni di speculazione legata alle ricostruzioni post eventi.
Ricordate la vecchia macchietta di Troisi “Chi ha preso i soldi del Belice?”
Eppure basterebbe così poco............

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Questa pregevole iniziativa del Governo si aggancia alla perfezione con le altre geniali trovate, maturate nel corso degli ultimi mesi, tutte volte a sminuire il ruolo del geologo, specie in estinzione, presto sostituita dall'Ingegenere geologo:
1) La nuova Normativa Sismica non fa mai cenno al geologo o alla relazione geologica, per la caratterizzazione del sedime (vi consiglio di andare sul relativo argomento del Forum "OPCM 3274").
2) E' stata proposta la riforma del Corso di laurea in Geologia, che verrà accorpato con Scienze Naturali e Ambientali: ne consegue che gli obiettivi formativi saranno tutti palesemente centrati sugli aspetti naturalistici e di ricerca, mentre scompariranno tutte le materie tecnico-professionali. Come dire che il Geologo libero professionista ha i giorni contati.
3) Il condono edilizio se ne frega di tutte le prescrizioni geologiche-geomorfologiche che ci sforziamo di inserire non dico in un PRG, ma in qualsiasi altro lavoro.
4)Ora quest'altra delle assicurazioni ...
Se poi aggiungiamo la sfacciata reiterazione di Condoni e Concordati Fiscali, alla barba di chi paga le tasse regolarmente, ci vuole proprio una capoccia di legno per non capire che è ora di smetterla di giocare al geologo ... Trovatevi un lavoro serio e onesto !!!

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Una mia opinione personale ?
Questa prassi potrebbe cambiare completamente l'importanza e la professionalità del geologo. Stiamo parlando di assicurazioni, ovvero di professionisti che nell'assicurare contro i vari rischi, debbono guadagnarci. Ora mi chiedo quale assicuratore sarebbe disposto ad assicurare un fabbricato realizzato in aree non perfettamente stabili, privo di uno studio geologico supportato da adeguate indagini geognostiche ???

meditate gente ..... meditate wink :p wink


Egidio Grasso
Coordinatore sito WEB
www.geologi.it
Puoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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E' possibile c'ho pensato anch'io ma temo che varranno gli studi condotti dalle amministrazioni competenti (Autorità di Bacino e altro) che per poter cambiare o smentire..........insomma...si rischia di ricorrere sempre al nome, quindi lavori per i soliti noti.
Alessandro

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Ecco il testo dell'articolo della finanziaria
Art. 26

(Disposizioni in materia di protezione civile)

I. Al fine di garantire adeguati. tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distratti da calamità naturali, rientranti nelle tipologie di cui alla lettera b) del presente comma, con regolamento, emanato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con i Ministri delle attività. produttive e dell'economia e delle finanze, _sentiti la Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, e l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, sono dettate disposizioni dirette a prevedere l'introduzione di un regime assicurativo rispondente ai predetti obiettivi e a definrne le forme, le condizioni e le modalità di attuazione, sulla base dei seguenti criteri:

a. estensione obbligatoria della copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle nuove polizze che garantiscono i fabbricati privati destinati ad uso abitativo contro l'incendio, nonché graduale estensione dell'obbligo assicurativo del medesimo rischio alle polizze incendio già in atto, con esclusione dei fabbricati abusivi;

b. copertura dei rischi derivanti dalle seguenti tipologie di calamità naturali: terremoti, . maremoti, frane, alluvioni, inondazioni, fenomeni vulcanici;

C. copertura dei danni che presentino le caratteristiche di catastrofalità stabilite per ciascuna delle tipologie di cui alla lettera b) dal Dipartimento della protezione civile sulla base delle proposte formulate dalla Commissione nazionale dei grandi rischi;

d.correlazione dei premi assicurativi anche agli indici di rischio delle diverse aree del territorio nei diversi settori;

e) definizione dei parametri cui far riferimento per la determinazione del valore di ricostruzione a nuovo degli immobili da assicurare, sulla base di metodologie di calcolo elaborate da organismi specializzati e già in uso per l'assicurazione di rischi relativi agli immobili;

f) previsione di franchigie e limiti di indennizzo;

g) esclusione dell'intervento statale per danni subiti da fabbricati non assicurati, appartenenti a persone giuridiche private, ovvero a persone fisiche con reddito ai fini IRPEF superiore a soglie da determinare allo scopo;

h) definizione delle modalità per la coriassicurazione del rischi, prevedendo, in via transitoria, in ragione della particolare rilevanza degli interessi nazionali coinvolti e della innovatività della disciplina, nonché in considerazione della peculiare natura dei rischi, la costituzione di un unico consorzio coriassicurativo tra le compagnie di assicurazione nel quale confluiscano i premi raccolti dagli assicuratori aderenti al consorzio e riferiti ai rischi di cui alla presente disposizione;

i) previsione delle modalità di intervento del consorzio riassicurativo;

l) previsione delle modalità di intervento dello Stato a garanzia delle attività consorzio riassicurativo;

m) incentivazioni di natura fiscale nel rispetto del principio dell'invarianza del gettito;

n) previsione di un regime applicativo transitorio.

2 . Per i fini di cui al comma 1, lettera 1, è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2005 per

l'istituzione presso il Ministero dell'economia e delle finanze di un apposito fondo di garanzia.

Visto che per entrare in vigore bisogna aspettare l'emanazione del regolamento attuativo, entro 180 giorni dall'approvazione della legge, possiamo confidare nella celerità della burocrazia ministeriale......


Sabato D'Elia
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Per esperienza fatta lavorando un pò dappertutto nel mondo il siatema di metter il controllo della sicurezza in mano alle assicurazioni funziona molto bene, la mia tendenza è quindi quella di concordare con Egidio, ma....
siamo in Italia e mi domando cosa succederebbe se una asiicurazione rifiutasse di rilasciare la polizza per mancanza di requisiti.

Come in altri paesi sarebbe negato il permesso di costruire o sarebbe abbattuto il manufatto?

Ne dubito fortemente e quindi....

A voi l'ardua sentenza

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A me non pare una brutta notizia, a parte il fatto che dovrò sborsare qualcosa di più per la mia abitazione.
Che sia la volta buona per il "fascicolo del fabbricato"?

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