Leggendo le parole pesantissime dell'amico Fabio, sempre ben informato su ciò che accade, il quadro della situazione "politica" mi sembra più chiaro,
Il disegno politico evidentemente c'e', e prendiamo atto che penalizza, assieme ai Geologi, la gestione della difesa del territorio Italiano.
Tanto per ricapitolare alcuni elementi:
1) la normativa sismica ha fatto "dolcemente" sparire il geologo (se ne dibatte in altri post con pareri discordi);
2) le bozze di revisione del D.M. 11/3/88 cancellano l'obbligo di relazione geologica per quasi tutte le casistiche (per quanto ne so quest'allarme è stato lanciato da un autorevole rappresentante del CNG);
3) c'e' la proposta di riscrittura del 328 nel senso del geologo naturalista - venderemo fossili alle fiere - della quale apprendiamo da Fabio;
4) l'assicurazione OBBLIGATORIA contro gli errori di gestione del territorio, ribattezzati "calamità naturali", che l'opposizione al governo ha accusato di non essere altro che un prelievo patrimoniale.
Marco Cusato mi precede: poichè di assicurazione obbligatoria si tratta, significa che i costi per assicurare gli "inassicurabili" (gli abitanti sulle falde del Vesuvio non meno dei messinesi, tanto per citarne qualcuno) saranno ripartiti su tutti i contribuenti.
Il fascicolo del fabbricato, quanto mai auspicabile, comporterebbe premi esorbitanti per alcuni e premi irrisori per altri: purtroppo non è questa la logica delle assicurazioni obbligatorie.
Serietà vorrebbe invece che la mole impressionante di denaro che sarà prelevata dai cittadini fosse reinvestita in prevenzione, anzichè riversata negli utili di bilancio delle società assicuratrici, che oltre a fare i loro calcoli sui premi prevederanno salate franchigie e vigileranno attentamente sugli esborsi.
Al collega che intende fare affari con le assicurazioni come perito, vanno i miei auguri.