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Ragazzi, ho una domanda da porvi: l'inquinamento da manganese nelle falde profonde da cosa può più probabilmente derivare? Ho provato a cercare qualche info sul web, ma mi ritrovo incartato su una ridda di ipotesi a volte contrastanti tra loro. Sono graditissime anche eventuali indicazioni bibliografiche. Grazie a tutti coloro i quali mi sapranno dare qualche informazione coerente.
Rosario Madaffari
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Iscritto: Sep 2000
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In falde profonde potrebbe benissimo essere di origine naturale. Molto dipende dal tipo di acquifero. Se lo scheletro solido è costituito da minerali ad alto contenuto di manganese le condizioni riducenti tipiche di acquiferi profondi potrebbero determinare alte concentrazioni di manganese in soluzione, con valori ben superiori ai limiti normativi (pari, lo ricordo, a 50 microgrammi/l).
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Iscritto: May 2005
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Ciao ros.mad, probabilmente l'inquinamento da Mn proviene da scarichi industriali (batterie, bio-acidi, vernici, metodi di trattamento del legno) e per sostituzione chimica con i derivati del piombo. Anche i fertilizzanti chimici in agricoltura ne possono contenere una piccola percentuale. Questo elemento in acqua tende ad abbattere le cariche batteriche causando un ambiente tossico in elevata concentrazione. Per eventuali chiarimenti suggerisco il testo "Geochimica Ambientale - Metalli potenzialmente tossici" di Benedetto De Vivo, Annamaria Lima e Frederic R. Siegel, edito da Liguori Editore al costo di 35 euro. Spero ti sia stato di aiuto.
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Iscritto: Feb 2004
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Confermo quanto detto da Matuyama.
Si vis pacem para bellum.
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Iscritto: Oct 2004
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Grazie a tutti, anche a chi volesse ancora aggiungere qualcosa. Siete stati chiarissimi ed esaustivi. Buona pure "la dritta" sul libro. A presto e grazie ancora.
Rosario Madaffari
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Iscritto: May 2005
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Per qualsiasi altro chiarimento in materia di inquinamento di falde sotterranee sono a tua disposizione. Felice di essere stato di aiuto. A presto, ciao.
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Iscritto: Jan 2006
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L'inquinamento da manganese può provenire da varie fonti. La presenza nelle falde profonde e non (è sempre un concetto relativo), potrebbe anche essere naturale. Bisogna conoscere più informazioni per avanzare delle ipotesi ed è indispensabile avere un analisi chimica completa delle acque prelevate in più punti. Qual'è la natura dell'acquifero?
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Iscritto: Oct 2004
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OP
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Ugopippo, sono d'accordo su quello che dici. Purtroppo non ho ancora molte informazioni, se non altro perchè ancora non so bene se l'ipotesi di lavoro che ho prospettato a chi mi ha fatto la richiesta sarà portata avanti oppure no. Comunque la natura dell'acquifero dovrebbe essere in parte carbonatica, in parte cristallino-metamorfica. Non posso dirti più di tanto, perchè non conosco neanche l'ubicazione precisa dei luoghi, compresi tra l'altro in una zona "incasinatissima" (come se il resto della Calabria non lo fosse.....). Comunque vanno bene le info che mi hai dato; per ora mi interessava più che altro conoscere le possibili fonti di provenienza del Mn. Se il lavoro sarà svolto e dovesse trattarsi di acquifero carbonatico, sono pronto a metterci la mano sul fuoco che si tratti di una elevata concentrazione naturalmente presente. Da quanto mi risulta, da cave della zona si estraggono calcari e calcilutiti ricchissimi di dentriti manganesifere (pirolusite, MnO2)....quindi se due più due fa quattro....almeno credo. Ma ripeto prima di esprimermi dovrò indagare a fondo, anche perchè c'è di mezzo un'indagine della Magistratura. Ribadisco che sono molto soddisfatto per quanto mi state suggerendo.
Rosario Madaffari
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Iscritto: Sep 2000
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Io invece mi aspetterei alte concentraioni in manganese soprattutto in caso di acquiferi cristallini "mafici", ossia ofiolitici, o terrigeni derivanti da apporti di origine ofiolitica (lerzoliti, prasiniti, scisti verdi, gabbri e basalti). In calabria, in base alle mie reminiscenze dell'università, ci dovrebbero essere litologie di questo tipo ... Dalle parti dove opero (provincia di Torino), ad esempio, il manganese , così come il ferro, è naturalmente in alte concentrazioni a causa di acquiferi alluvionali formatisi con apporti da aree di alimentazione cristalline, in mote zone di tipo ofiolitico ... In caso di ambiente anaerobico naturale (falde profonde confinate), o indotto (inquinamento organico dovuto ad attività agricole, discariche, contaminazione da idrocarburi ecc.), i composti organici fungono da donatori di elettroni (si ossidano), mentre questi metalli fungono da accettori e si riducono trasformandosi da ossidi in idrossidi, altamente solubili...
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Iscritto: Oct 2004
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Iscritto: Oct 2004
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Ottima considerazione Matuyama. Però non è totalmente generalizzabile, altrimenti tutte le acque calabresi dovrebbero essere altamente manganesifere. Così non è! Forse, ad indagini effettuate, potrei essere smentito sulla natura carbonatica dell'acquifero. Qui però subentrerebbe l'origine antropica della forte presenza del Mn, magari da collegarsi ad alcune attività produttive della zona...... Non posso dire altro. Grazie ancora.
Rosario Madaffari
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