Originariamente inviato da cascone:
il limite a potenziale imposto di cui parli è definito esclusivamente da considerazioni di natura pratica o è regolato da qualche norma (tipo ASTM) ?
un limite a potenziale imposto è rappresentato da un livello piezometrico costante (o assunto tale in buona approssimazione), cioè un fiume/lago/mare/frattura beante ad alta portata.
insomma, è una realtà fisica del 'sistema', non è regolato da normative...
permettimi inoltre di fare alcune osservazioni per le quali mi farebbe piacere avere la tua opinione:
1)la teoria di Theis, a differenza di quella del Dupuit, parte dal presupposto che il regime stazionario non esiste (se non in condizioni molto particolari) per cui si avrà sempre, nel tempo, una diminuzione (anche piccolissima)del carico idraulico. Ciò giustifica la presenza di un integrale esponenziale nel'equazione della funzione caratteristica del pozzo W(U)facente parte dell'equazione del Theis per la determinazione dell'abbassamento s della falda in emungimento.
Alla luce di ciò quanto è attendibile parlare di limite a potenziale imposto per una prova eseguita in max 24 ore (lontane dalle 48 imposte dallo stesso Theis) ?
è attendibile, in quanto il limite *esiste fisicamente*...e se l'hai raggiunto, l'hai raggiunto. qualunque sia la teoria che applichi per la interpretazione del deflusso verso un pozzo. infatti, come hai detto, Theis prevede condizioni molto particolari, fra le quali un acquifero infinitamente esteso, e l'assenza di ricarica (cioè alimentazione dell'acquifero che non bilancia mai l'emungimento): il limite a potenziale imposto rappresenta proprio una contraddizione a questa seconda condizione, cioè rappresenta una situazione in cui, per grande che sia la portata del pompaggio, questa sarà sempre equilibrata dal limite, il quale fornisce 'quanta acqua si vuole' al pozzo (e di conseguenza non si ha depressione piezometrica).
2) a quanto scritto sopra si aggiunga una seconda approssimazione per il calcolo di T (ed S) con la relazione di Cooper-Jacob. I valori ottenuti dalla somma di due approssimazioni dovrebbero essere tanto più verificate quanto più si rispettano le condizioni di approssimazione. Giusto o sbagliato ? [/QUOTE]
giusto
ma indipendente da discorso di cui sopra.
una 'divagazione' (che magari scatenerà le ire dei puristi): le prove di portata sono considerate il miglior sistema per la stima di T e S, ma spesso quando si modellizza l'acquifero ci si trova di fronte all'impossibilità di tarare il modello con i dati di campo. e si è costretti a modificare...con buona pace della "evidenza sperimentale"

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