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E già, anche perchè le soluzioni analitiche sono possibili sempre facendo assunzioni esemplificative (nel caso di Theis, se non sbaglio, acquifero unico, omogeneo, isotropo, interamente intercettato dal tratto filtrante ecc.). La realtà invece è sempre più complessa e i modelli numerici consentono di approssimarla meglio. Ecco perchè nelle simulazioni è sempre bene aver presente il modello concettuale idrogeologico ed eseguire la calibrazione in base alle quote piezometriche,, andando poi a modulare i parametri di ingresso (K,S,condizioni al contorno..). Ma credo che i dati sperimentali (in particolare K ed S) siano sempre necessari, più che altro per avere un'idea degli ordini di grandezza e per stabilire un'intervallo di variabilità all'interno del quale muoversi nel processo di calibrazione
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