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Il BAT è una cella per la misura della permeabilità in sito. Oggi non è più noto come BAT (acronimo del suo inventore) ma come GEON. Il GEON può essere impiegato sia nei fori di sondaggio sia spinto con il penetrometro (come una normale punta) per il calcolo della permeabilità in maniera molto più precisa di altri metodi e soprattutto in tempo reale. Praticamente la prova consiste nel calare entro la batteria di aste infisse nel terreno (con la punta-filtro all’estremità inferiore) una fialetta in cui è stato creato il vuoto collegata ad un misuratore di pressione (pressostato) . La fialetta viene calata con un cavo che connette il pressostato con un microcomputer e data-logger adeguatamente programmato. In terreni saturi il calcolo del coefficiente di permeabilità viene eseguito misurando la variazione di pressione all’interno della fialetta in funzione del tempo fino a stabilizzazione. La fialetta sotto vuoto è messa in comunicazione con la punta-filtro (cella piezometrica) tramite un sistema di doppio ago ipodermico; si ha quindi la certezza che la connessione (e quindi le misure) è stabilita al momento dell’immissione della fialetta+pressostato entro le aste e in corrispondenza della punta-filtro. Il microcomputer (data logger) è programmato in modo da visualizzare il calcolo del coefficiente di permeabilità K per ogni intervallo di tempo oppure medio; i dati sono scaricabili in un PC. In una verticale penetrometrica la scansione delle misure può essere anche decimetrica e quindi si può avere una mappa delle permeabilità del terreno in tempo reale. La formula impiegata per il calcolo in tempo reale di K e implementata nel data logger è un po' lunghina (vedere bibliografia).
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