Saluti

(per ALex-64) Ma l'autorità di bacino ha delle linee guida per la definizione delle aree di rispetto? Se si dove li trovo?

Comunque, credo che per legge, un piano dovrebbe essere obbligatorio, specialmente alla luce della nuova WFD. Non si può dire che se esiste questo piano tutto a posto altrimenti si usa una distanza di 200m o quant'altro per le aree di rispetto totale, ecc.
Una cosa è avere 200m in una piana alluvionale con un K=x, un'altra è avere un pozzo in una formazione carbonatica dove il discorso dei tempi di percorenza di un eventuale inquinante cambia di diversi ordini di grandeza qualora si è in presenza di carsismo spinto.

Proprio oggi sono stato ad una conferenza a Birmingham dove l'agenzia dell'ambiente inglese ha posto le basi per rivedere la loro procedura di definizione delle aree di rispetto. Nel 96, iniziarono un lavoro mastodontico in cui modellarono (particle tracking) ben 1400 pozzi per l'approvigionamento idrico pubblico. A distanza di 10 anni, si iniziano a rendere conto che il sistema non ha funzionato bene, forse perchè si sono affidati troppo ai modelli matematici senza aver invetito molto per la definizione dei modelli concettuali.

Ad esempio, c'è stato un caso (bromati) in cui un'inquinante ha raggiunto il pozzo in un tempo inferiore al tempo minimo per la definizione dell'area di rispetto totale, nonostante lo sversamento era accaduto molto al di fuori dell'area di rispetto totale. Secondo le linee guida inglesi, le aree di rispetto totale vengono definite come l'area in cui una particella impiega meno di 50 giorni per raggiungere il pozzo.

Qual'è la vostra opinione in merito?

Antonio