E' un argomento che mi interessa molto e ultimamente (dalle mie parti) mi ha visto coinvolto anche se indirettamente. Ho potuto constatare quanta ingerenza c'è, in alcune scelte che dovrebbero avere priorità tecnica, da parte della politica e forse purtroppo in Campania credo anche della camorra.
Ho seguito il problema della discarica di Serre e mi sono meravigliato del fatto che solo ora si è fatta una scelta tecnica sulla inidoneità del sito scegliendone un altro (grazie ai tecnici del Ministero dell'Ambiente e di Pecoraro Scanio), mentre il Commissario Straordinario per l'emergenza insisteva su quell'area in cui erano presenti sette vincoli. Ma come si fa così!!!!

Ecco come sono andate relamente le cose e non come la stampa nazionale ha riportato attibuendo merito o demerito del cambiamento di scelata alla collettività locale facendola apparire affetta dalla sindrome del nimby:

"Il tribunale di Salerno dice no a Guido Bertolaso e inibisce l'accesso al sito di Valle della Masseria. Il provvedimento, emesso sabato scorso dal giudice del tribunale di Salerno, Antonio Valitutti, « ordina al commissario straordinario di Governo per l'emergenza rifiuti in Campania di astenersi dall'installare e dal porre in esercizio l'impianto di discarica dei rifiuti nel comune di Serre, in località Valle della Masseria » . L'ordinanza giudiziaria rileva anche un'ipotesi di « presunzione di colpa » della struttura commissariale, in quanto « incombeva sull'amministrazione resistente ( struttura commissariale, ndr) dimostrare di avere adottato tutte le misure idonee ad escludere pericoli per la pubblica incolumità. Tuttavia, nel caso di specie si legge nel provvedimento nessuna dimostrazione in tal senso risulta fornita, né nessun studio di fattibilità, sul piano della salute umana, risulta effettuato dal Commissario per l'emergenza rifiuti » .
Trenta pagine fitte di motivazioni che individuano nei diritti alla salute ed alla salubrità dell'ambiente « diritti assoluti di libertà garantiti ai cittadini dalla Costituzione » , di fronte ai quali « nessun potere discrezionale della pubblica amministrazione può configurarsi, non essendo gli stessi in alcun modo comprimibili, neppure per ragioni di interesse pubblico » . Ma, anche trenta pagine in cui si riconoscono i « vincoli paesaggistici, naturalistici ed idrogeologici » su cui insiste il sito di Valle della Masseria, ritenuto, al contrario, dal commissario Bertolaso, « idoneo » ad ospitare la megadiscarica della capienza di 700mila tonnellate di rifiuti.
Delle trenta pagine di provvedimento, basta un solo rigo per accertare che il sito in questione « costituisca un unicum che sottende un'identità storica, culturale ed economica di eccezionale valore » . Un « unicum » che comprende in sé la contiguità territoriale all'Oasi protetta dal Wwf, la circostanza avvalorata dal decreto del Ministro dei Beni Culturali del 1993 che si tratta di « un'area di notevole interesse pubblico » e la dichiarazione del Ministro dell'Ambiente del 2003 secondo cui il sito di Valle della Masseria è « una zona umida di importanza internazionale » . Tali considerazioni non basterebbero a « giustificare una collocazione di una discarica in un'area di siffatto valore » , sconfessando così i verbali della riunione tenutasi a Castel dell'Ovo l' 11 gennaio scorso e quelli sottoscritti dalla Consulta regionale per la gestione dei rifiuti lo scorso 25 febbra io, perché « l'opzione per il sito in questione appare dettata da ragioni di risparmio di tempo e di spesa » "

L'argilla non è un requisito fondamentale come si sosteneva per la discarica di Serre, cosa vuol dire??? La barriera geologica se non c'è la puoi creare basta un metro di spessore con permebilità inferiore a 10-7 cm/s.
Infatti con tale concetto alcune discariche sono state collocate in aree calanchive (assolutamente vietate dalla normativa vigente) ed dalle mie parti una è già crollata invadendo un laghetto collinare al suo piede, creando una emergenza ambientale che ha visto l'intervento del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile.
Non basta ora l'Amministrazione locale di quella discarica vuole (magari con i soldi previsti per la messa in sicurezza) il suo ampliamento (nel calanco affianco) addirittura facendo ricorso al TAR per il pronunciamento negativo di un'altra amministrazione in merito alla compatibilità con uno strumento urbanistico e di pianificazione di sua competrenza.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti