è brutto dirlo ma in Campania quel "qualcuno" ha connotati numerici molto lati.

In Campania il problema è culturale, investe tutti noi. C'è la tendenza endemica a considerare "il fottere il prossimo" come l'unico modo di sopravvivere nella società. Avere senso civico è da pazzi o malati di sindromi speciali.

Anche le persone più sane e buone, cercano di usare le corsie preferenziali del clientelismo, a volte rinunciando in partenza a percorrere altre strade, rinunciando a credere nelle proprie capacità perchè "tanto è così che vanno le cose".

Tutto ciò ci ha portato dove siamo: munnezza ovunque, posti di lavoro (avuti implorando il politico di turno) precari da anni, illegalità diffusa a tutti i livelli sociali.

In Campania viviamo male, molto male; vivono male le stesse persone che hanno dei privilegi, perchè la puzza di munnezza gli arriva fin dentro casa, perchè sanno che oggi hanno qualcosa ma domani potrebbero non averla (la politica cambia) e soprattutto non sono capaci di pensare ad un futuro per i loro giovani figli.

La Campania risolverà il problema della munnezza quando si evolverà culturalmente. Tale cambiamento, ovviamente, non verrà mai dalla classe politica o dirigente ma dalla gente comune, come ? partecipando alla vita politica e sociale della propria terra, informandosi e facendo informazione.


Alessandro Cascone


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)