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un'agriturismo ha una superficie complessiva di 5.600 mq (superficie impermeabile carrabile + lastrico solare).
Volevo chiedere se le acque meteoriche corrivanti sul lastrico solare (circa 2000 mq) devono essere necessariamente sottoposte a grigliatura dissabbiatura e disoleazione prima di essere riutilizzate per i fini irrigui o possono essere stoccate e utilizzate direttamente, considerando il lastrico solare come un sistema separato dalla restante superficie carrabile? Nel testo unico non ho trovato limitazioni/indicazioni particolari riguardo le acque provenienti da superfici non soggette a calpestio...voi cosa ne pensate???


"solo Rocco sa perforare meglio di un geologo"
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Dico che dipende da chi fa l'istruttoria.
A buon senso basterebbe la sedimentazione sul fondo serbatoio; a cosa serve infatti il disoleatore, piove olio? o ci atterrano elicotteri che perdono olio? Ma aspettarsi di tutto è lecito.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Carissimi,
le acque meteoriche di dilavamento dei tetti (c.d. immissioni), una volta grigliate (direttamente dal bocchettone di presa), dissabbiate e raccolte con altre condotte separate, in aree sprovviste di rete fognaria separata, possono essere tranquillamente riutilizzate per l'uso compatibile menzionato (vedi Piano Direttore Regione Puglia, App. 1, art. 5).

L'art. 96 del D. Lgs. 152/2006 prevede, infatti, che la raccolta di acqua piovana, in invasi o cisterne, al servizio di fondi agricoli o di singoli edifici sia libera e non richieda licenza o concessione di derivazione.

Ovviamente la realizzazione dei relativi manufatti di accumulo è regolata dalle leggi in materia edilizia, di costruzioni nelle zone sismiche e dalle altre leggi speciali.

Da ultimo, l'immissione (immagino per dispersione sul terreno, mediante subirrigazione ovvero mediante pozzi assorbenti) del troppo pieno della vasca di accumulo c.s., che andrà a finire nell'impianto di trattamento (altro dissabbiatore) a servizio dell'intero bacino scolante (S > 2.000 mq), andrà autorizzata presso l'Ente competente (Provincia).

Un saluto caro!


ECOACQUE
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grazie per l'aiuto, cari colleghi!


"solo Rocco sa perforare meglio di un geologo"
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L'art. 96 del D. Lgs. 152/2006 prevede, infatti, che la raccolta di acqua piovana, in invasi o cisterne, al servizio di fondi agricoli o di singoli edifici sia libera e non richieda licenza o concessione di derivazione.
ECOACQUE fai bene a riportare l'articolo di legge dal quale però si capisce che si tratta praticamente di uso domestico (vedasi art. 93 - R.D. n. 1775/1933 per i pozzi) a questo punto bisogna vedere se l'Ufficio Istruttore consideri l'utilizzo dell'acqua come al servizio di un fondo agricolo o del singolo edificio (quindi credo non commerciale) altrimenti necessita di concessione. La mancanza di un Regolamento crea dubbi di interpretazione della normativa che non è sempre chiara. Infatti mentre le concessioni sono legate agli usi (è assurdo ma non esiste l'uso domestico per una derivazione superficiale mentre per una profonda si) il Dlgs 152/2006 fa riferimento ad acqua al servizio (ma che vuol dire???) di fondi agricoli o dei singoli edifici. Allora se derivo acqua per innaffiare il giardino di casa ho bisogno di una concessione ma se scavo un grosso invaso per raccogliere acqua piovana (comunque sottratta alle falde e all'acqua superficiale) che utlizzo per la produzione di prodotti agricoli che vendo ai consumatori e quindi prodotti destinati al consumo umano invece no. Senza logicamente considerare i canoni da pagare ma soprattutto i controlli sulla qualità dell'acqua (immagino un invaso soggetto a potenziali fonti di inquinamento).
confused


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti

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