|
|
Iscritto: Sep 2000
Posts: 110
Member
|
Member
Iscritto: Sep 2000
Posts: 110 |
Fermo... L'analisi di rischio deve per forza di cose partire da una schematizzazione concettule del sito. La caratterizzazione serve appunto a definire l'estensione della sorgente. Quando non è stato possibile (per svariati motivi...), non puoi fare altro che considerare direttamente una sorgente costituita da contaminante disciolto in falda e devi sempre tener presente quale fosse la sorgente primaria (una vasca ? una discarica? un serbatorio?) . In tal caso è lecito a mio avviso porre la sorgente in corrispondenza della sorgente primaria con una sup. pari a quest'ultima, e livelli di concentrazione deducibili perlomeno da un piezometro posto in corrispondenza della stessa. Per lo spessore la scelta varia caso per caso: se non c'è prodotto libero ed il movimento verticale è dovuto a lisciviazione ad opera delle sole acque meteoriche, puoi ragionevolmente assumerla pari allo spessore di miscelazione, che di norma è pari a 2 m circa. Se l'acquifero è sottile puoi assumerla pari allo spessore intero dell'acquifero. Tutto quello che sta a valle lo trovi per via del trasporto laterale advettivo-dispersivo, dunque ti servirà come confronto con il modello ed eventulamente come calibrazione ..
|
|
|
Link Copiato negli Appunti