Mi scuso per non aver risposto prima ai post che mi coinvolgono, ma ieri era festa ed ho portato mio figlio in montagna!
Innanzitutto sono veramente e favorevolmente stupito dal numero e dalla qualità dei post: vuol dire che l'argomento interessa molti e che i geologi sul tema della generazione elettrica, delle energie alternative, del risparmio energetico e della trasmissione ed distribuzione hanno molto da dire (e con cognizione di causa!)!
Ho poi visto (su internet!) i servizi di report in merito ai rigassificatori e come sempre devo complimentarmi con la Gabanelli (e staff!) per l'alto livello dei reportage.
Tuttavia non sono riuscito a capire per quale motivo non si dovrebbero fare i rigassificatori.
Mi spiego meglio: dai servizi sembra che l'unico impatto importante prodotto da questi impianti sia il rischio di incidente rilevante (vedi caso di Taranto): quindi basta localizzare gli impianti in zone distanti da altri impianti a rischio di incendio e/o esplosione: serbatoi, raffinerie, ecc..
Gli altri impatti (citati ad esempio per l'impianto di Rovigo) sono impatti da verificare e comunque mitigabili:
1) "il traffico di navi molto grosso" c'è ovunque si decida di fare un rigassificatore e mi piacerebbe sapere ad esempio a parità di potere calorifico (e quindi di energia prodotta) se sono di più le navi necessarie per il trasporto del gas o quelle per il trasporto del petrolio (non ho mai sentito nessuno lamentarsi dell'attracco di petroliere nei porti, le uniche critiche di cui sono a conoscenza si riferiscono al passaggio di queste navi in zone protette o particolarmente belle e importanti dal punto di vista turistico, per il rischio di un potenziale sversamento di petrolio in mare e del relativo disastro ecologico che ne potrebbe derivare);
2)"poi per una zona di mare molto grande, non sappiamo ancora, ma circa di 11 km attorno all’isola non si naviga più": ed anche qui: dov'è in Italia un tratto di costa in cui questo impatto (ammesso che sia vero, perchè mi sembra assolutamente ingiustificato!) non produce danni, disturbi e/o "impatti". Significa che non si possono fare da nessuna parte rigassificatori, centrali elettriche, porti ecc..;
3)"si lascia in mare acqua più fredda di 5 gradi centigradi perché l’acqua di mare si usa per rigassificare il gas liquido e quindi ci sarà un enorme danno per i mitilicultori e per la pesca di tutta questa zona": allora sulla base di queste considerazioni dovremmo spegnere anche tutte le centrali termiche che si trovano in riva la mare, dal momento che usano l'acqua di mare per raffreddare i fumi e quindi ributtano in mare acqua più calda... In realtà secondo la normativa italiana (che in questo caso è ancora più restrittiva di quella europea, l'acqua prima ancora di essere rilasciata in mare deve subire un raffreddamento in maniera da non superare i 35°C e l'incremento di temperatura del ricevente (il mare!) non deve superare i 3°C alla distanza di 1000 metri dallo scarico.
Immagino che una soluzione simile per mitigare questa tipologia di impatto si possa trovare anche per i rigassificatori e poi comunque questo tipo di impatto si ha ovunque si decida di piazzare l'impianto!!
Per quanto riguarda la logica NIMBY, sono assolutamente dell'avviso che le comunità locali debbano essere consultate ed ascoltate, che gli interventi debbano essere concordati con chi vive in un determinato territorio, eventualmente modificando il progetto adottando sistemi di mitigazione degli impatti e/o compensando per le eventuali perdite permanenti, ma le decisioni strategiche (cioè se si debba o no fare una determinata opera, in base ad un'analisi d'impatto ambientale che in fase di pre-fattibilità confronti diverse soluzioni progettuali cvalutando anche la cosiddetta ipotesi zero, e dove realizzarla, in base ad approfondite analisi comparative d'impatto ambientale tra diverse soluzioni localizzative possibili) devono essere decise a livello politico nell'interesse di tutta la collettività!!!
In sintesi al di la di tutte considerazioni in merito ad un diverso modello di sviluppo: centrali eoliche, solare, geotermia, risparmio energetico ho l'impressione che la battaglia contro i rigassificatori sia sponsorizzata dalla lobby pro-nucleare, che cerca di screditare lo sviluppo delle centrali a ciclo combinato e a co-generazione per giustificare un ritorno a ciò che i cittadini italiani hanno (secondo me giustamente)rifiutato con il referendum di 20 anni fa!