Chiudo con questro intervento in quanto credo che per colpa soprattutto mia io ed Ettore stiamo andando O.T..
Una volta deciso di non adottare l'opzione zero non è detto che non si possa (dopo tutte le analisi) tornare indietro magari per il subentrare di condizioni non considerate in partenza, un esempio: si decide il tracciato di una galleria importantissima per la comunicazione, poi approfondendo le indagini si vede che questa depaupererebbe le risorse idriche di un grosso bacino idrogeologico che serve una grossa popolazione e che non esistono opere che possano tamponarne gli effetti. Cosa si fa si decide lo stesso di andare avanti?
Inoltre esistono danni ambientali che non possono essere contracambiati con "danaro" o agevolazioni date alle popolazioni locali.

Quote:
ma se si tenesse conto solo delle loro "legittime" posizioni non si farebbe più nulla: rigassificatori, discariche, inceneritori, ferrovie, strade, aeroporti, porti, ecc... o per restare solo nel settore energetico: centrali termiche, eoliche, idroelettriche, linee di trasmisssione, ecc..
Senti stiamo in Italia dove si realizzano le cattedrali nel deserto e dove ci si ferma non davanti ai danni ambientali o alle proteste delle comunità locali ma dove le risorse economiche per il completamento delle opere o scempi finiscono. Un ex collega mi informò che per il trasferimento di acqua dalla Campania alla Puglia nel traforo per il passaggio della condotta intercettarono una grossa falda acquifera ed ora sono fermi perchè l'avanzamento richiede stanziamenti non previsti, mica per il depauperamento prodotto! Erano andati oltre magari pur sapendo che avrebbero intercettato quella grossa falda acquifera.
Comunque sia chiaro le posizioni di chi si oppone diventano leggittime solo se supportate da considerazioni tecniche valide e per questo non credo che il primo ambientalista che si svegli al mattino dicendo che quell'opera non si deve fare venga ascoltato, ripeto non generalizziamo. In Italia non si fanno opere perchè non ci sono i soldi, perchè queste come la TAV costano tre volte in più rispetto alla media europea e questo perchè la corruzzione e la speculazione è ancora troppo alta e di certo non è colpa dei rompiscatole locali affetti dallla sindrome del NIMBY.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti