credo sia doveroso, nei riguardi di anuska, fare alcuni distinguo sull'argomento "amianto" vista l'ulteriore "carne messa sul fuoco" da Carlo Caleffi e grannisi, soffermandosi su alcune definizioni che ritengo necessarie per meglio capire il problema (ammesso che ci sia):
1) quando si parla di
Ofioliti non necessariamente si parla di "amianto" . Il motivo è presto detto: con Ofioliti non si intende una roccia ma una successione di rocce basiche ed ultrabasiche seppur derivate da una stessa genesi (distensione della crosta oceanica). In tale successione POSSONO comparire(ma non è detto), alla base della successione, peridotiti che sono PIU' O MENO interessate da processi di serpentinizzazione (il serpentino è un minerale dell'amianto).
All'interno dell'associazione ofiolitica è possibile ritrovare un
complesso intrusivo costituito principalmente da gabbri che POSSONO (ma non è detto) presentare anfiboli (l'altro minerale amiantifero).
2) un giacimento per essere sfruttabile deve avere "un interesse industriale" per ovvi motivi. In Italia l'unico giacimento per l'estrazione dell'amianto era quello di Balangero nella Valle di Lanzo (Piemonte), dove si estraeva il serpentino di cui abbiamo parlato al punto precedente, e la cui dismissione e successiva riqualificazione ambientale è stata avviata (non so se portata a termine) dalla stessa L. 257/92 all'art. 11.
3) le cave di ofioliti sono presenti anche in altre regioni del Nord-Italia come ad esempio in Emilia-Romagna dove addirittura sono censite e studiate [ AA.VV. (2004) -
Progetto regionale pietre verdi. Le Ofioliti, la loro estrazione e il problema amianto - Edizioni Regione Emilia-Romagna] ANCHE PER IL LORO IMPATTO SULLA SALUTE UMANA a causa della POSSIBILE presenza di eventuali minerali amiantiferi.
Rispondo adesso alle domande dei colleghi:
Allora dove si trovano le ex cave di minerale che dovrebbero fare?
riqualificazione ambientale così come previsto da tutti i Piani di Regolamentazione regionali e provinciali delle Attività Estrattive
Per quanto riguarda cascone gli suggerirei di farsi un giro in una cava di ofiolite (una ovviamente aperta con regolare autorizzazione ed in cui siano stati effettuati da ARPA i regolari controlli sulla presenza di fibre nell'aria. In queste cave vedere delle didattiche fibre di asbesto non è affatto insolito (anzi è del tutto normale) ma nessuno tenta di rinchiudere il tutto in una discarica
evidentemente le cave di cui parli non presentano minerali di amianto,........certo, a meno che non si fa finta di non vedere per altri interessi, sicuramente non scientifici.
Voglio ricordare al collega Caleffi che uno dei problemi annosi dei giacimenti di amianto, a causa della loro alta anisotropia, è la notevole tendenza a scomporsi, in senso longitudinale, in fibrille per DEGRADO NATURALE dovuto all'invecchiamento, all'erosione causata da agenti atmosferici per azione meccanica e/o chimico-fisica.
Se le fibre "pericolose" ci sono, sono molto evidenti.
hai a disposizione un microscopio per poter valutare diametri di 3 micrometri e lunghezze sui 5 micrometri ?
Concludo ponendo io una domanda ai colleghi:
a) tenendo conto della curiosità e/o esuberanza e/o vandaleria (a volte) dei giovanissimi (e non solo), conviene tenere un qualcosa di pericoloso (almeno secondo le attuali conoscenze e leggi vigenti) in una scuola ?
b) quanto sicura ritenete possa essere una teca sigillata in un contesto così come descritto al punto a) ?
Aspetto ragguagli in merito..........spero non incazzosi
