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Se le fibre "pericolose" ci sono, sono molto evidenti. Ti suggerisco, prima di impacchettare tutta la collezione e portarla ad un laboratorio, di fare un salto all'università e di vedere lì un campione di asbesto. Ti garantisco che dopo averlo visto non ti potrai sbagliare! Per quanto riguarda cascone gli suggerirei di farsi un giro in una cava di ofiolite (una ovviamente aperta con regolare autorizzazione ed in cui siano stati effettuati da ARPA i regolari controlli sulla presenza di fibre nell'aria. In queste cave vedere delle didattiche fibre di asbesto non è affatto insolito (anzi è del tutto normale) ma nessuno tenta di rinchiudere il tutto in una discarica... Mi pare che l'idea della teca di vetro (più che altro per tranquillizzare i genitori) sia ottima. Il buon senso non dovrebbe mai venir meno!
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credo sia doveroso, nei riguardi di anuska, fare alcuni distinguo sull'argomento "amianto" vista l'ulteriore "carne messa sul fuoco" da Carlo Caleffi e grannisi, soffermandosi su alcune definizioni che ritengo necessarie per meglio capire il problema (ammesso che ci sia): 1) quando si parla di Ofioliti non necessariamente si parla di "amianto" . Il motivo è presto detto: con Ofioliti non si intende una roccia ma una successione di rocce basiche ed ultrabasiche seppur derivate da una stessa genesi (distensione della crosta oceanica). In tale successione POSSONO comparire(ma non è detto), alla base della successione, peridotiti che sono PIU' O MENO interessate da processi di serpentinizzazione (il serpentino è un minerale dell'amianto). All'interno dell'associazione ofiolitica è possibile ritrovare un complesso intrusivo costituito principalmente da gabbri che POSSONO (ma non è detto) presentare anfiboli (l'altro minerale amiantifero). 2) un giacimento per essere sfruttabile deve avere "un interesse industriale" per ovvi motivi. In Italia l'unico giacimento per l'estrazione dell'amianto era quello di Balangero nella Valle di Lanzo (Piemonte), dove si estraeva il serpentino di cui abbiamo parlato al punto precedente, e la cui dismissione e successiva riqualificazione ambientale è stata avviata (non so se portata a termine) dalla stessa L. 257/92 all'art. 11. 3) le cave di ofioliti sono presenti anche in altre regioni del Nord-Italia come ad esempio in Emilia-Romagna dove addirittura sono censite e studiate [ AA.VV. (2004) - Progetto regionale pietre verdi. Le Ofioliti, la loro estrazione e il problema amianto - Edizioni Regione Emilia-Romagna] ANCHE PER IL LORO IMPATTO SULLA SALUTE UMANA a causa della POSSIBILE presenza di eventuali minerali amiantiferi. Rispondo adesso alle domande dei colleghi: Allora dove si trovano le ex cave di minerale che dovrebbero fare? riqualificazione ambientale così come previsto da tutti i Piani di Regolamentazione regionali e provinciali delle Attività Estrattive Per quanto riguarda cascone gli suggerirei di farsi un giro in una cava di ofiolite (una ovviamente aperta con regolare autorizzazione ed in cui siano stati effettuati da ARPA i regolari controlli sulla presenza di fibre nell'aria. In queste cave vedere delle didattiche fibre di asbesto non è affatto insolito (anzi è del tutto normale) ma nessuno tenta di rinchiudere il tutto in una discarica evidentemente le cave di cui parli non presentano minerali di amianto,........certo, a meno che non si fa finta di non vedere per altri interessi, sicuramente non scientifici. Voglio ricordare al collega Caleffi che uno dei problemi annosi dei giacimenti di amianto, a causa della loro alta anisotropia, è la notevole tendenza a scomporsi, in senso longitudinale, in fibrille per DEGRADO NATURALE dovuto all'invecchiamento, all'erosione causata da agenti atmosferici per azione meccanica e/o chimico-fisica. Se le fibre "pericolose" ci sono, sono molto evidenti. hai a disposizione un microscopio per poter valutare diametri di 3 micrometri e lunghezze sui 5 micrometri ? Concludo ponendo io una domanda ai colleghi: a) tenendo conto della curiosità e/o esuberanza e/o vandaleria (a volte) dei giovanissimi (e non solo), conviene tenere un qualcosa di pericoloso (almeno secondo le attuali conoscenze e leggi vigenti) in una scuola ? b) quanto sicura ritenete possa essere una teca sigillata in un contesto così come descritto al punto a) ? Aspetto ragguagli in merito..........spero non incazzosi 
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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un tipico esempio di VDG[*]
ovveromenomalechehannoinventatoleconnessioniflatchealtrimentisaichebollette!
[*] Vera Discussione da Geologi
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Cascone, l'occhio allenato riesce a distinguere il minerale crisotilo in abito fibroso piuttosto prontamente,senza bisogno di MOCF, SEM e TEM. Analisi che comunque potrebbero essere eseguite se il personale del dipartimento di mineralogia è disponibile. Le fibre, rimaneggiate, tendono a ridursi nelle dimensioni pericolose di cui parli. In California ci sono vasti affioramenti di crisotilo che preoccupano gli abitanti delle vicinanze, dove il fondo naturale è più alto del solito. Nelle cave di ofioliti sono segnalati talori episodi di inquinamento di crisotilo, è una delle poche attività rimaste tuttora a rischio, quantunque blando, se ben ricordo (un'altra è quella delle bonifiche). Il D.Lgs. 277/91 fissa il livello di azione di 0.1 ff/cc per patologie di accumulo quali l'asbestosi. Per patologie neoplastiche non c'è limite accertato, che mi risulti a tale proposito l'analisi del rischio viene effettuata solo tramite le unità di rischio dell'EPA, che risultano in un rischio in eccesso rispetto alla popolazione "non esposta". Circa il minerale, il caso è interessante, ma è evidente che rientra negli articoli di interesse scientifico, che non mi sembra siano specificati nella legge. Comunque, le autorità scolastiche dovrebbero preoccuparsi per evitare possibile denunce, qualora i genitori vengano a sapere che (se è davvero così) è presente una fonte di fibre di amianto aerodisperse nel laboratorio scolastico, con effetti potenzialmente neoplastici. Il preside potrebbe rischiare grosso, visti i tempi e gli allarmismi, per cui consiglierei ad Anuska di segnalarli il problema e di suggerire per lo meno un confinamento del minerale in teca davvero sigillata (sono d'accordo con chi lo proponeva) o una relegazione dello stesso in uno sperduto recesso del laboratorio. Grannisi, visto che sei siciliano, hai mai sentito parlare della fluoroedenite di Biancavilla (rarissimo anfibolo di amianto) e delle morti per mesotelioma che alcuni correlano al materiale piroclastico utilizzato per stucchi e fondi stradali (contenente la fluoroedenite). Un interessante caso lontanamente simile a quello dell'erionite in Cappadocia. A tutt'oggi però non si capisce se si tratti davvero di tumori causati dall'anfibolo fibroso nelle piroclastiti o di allarmismi alimentati da medici del lavoro e igienisti industriali che hanno trovato un ricco filone di ricerca.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Premessa (per chi non lo sapesse): il Crisotilo è un minerale (fillosilicato) del gruppo serpentino formato da una struttura polare, costituita da pacchetti di strati T e O, caratteristica del minerale in questione. Il D.Lgs. 277/91 fissa il livello di azione di 0.1 ff/cc per patologie di accumulo quali l'asbestosi lo stesso D. lgs. 277/91 al comma 2 dell'art. 31 stabilisce che dal 1 Gennaio 1993 il valore limite di esposizione per il crisotilo è di 0,6 ff/cc (eccezion fatta per le attività estrattive) , e dal 1 Gennaio 1996 anche per le attività estrattive. Si tenga presente però che il D. lgs 277/91 è antecedente alla L. 257/92 che ne ha normato la CESSAZIONE DELL'IMPIEGO per chi volesse leggere qualcosa di meno geologico sull'argomento: http://www.tempomedico.it/news/614amian.htm
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Cascone, si vede che hai redatto il messaggio a ora tarda, hai scritto le date tutte uguali!
L'impiego è cessato nel 1992 ma a rigore non ha segnato la cessazione dell'utilizzo di amianto, potendo essere usate le scorte di magazzino, e non essendo obbligatoria la rimozione delle strutture in MCA, ad esempio coperture in eternit, pannelli ecc.
Ci sono ancora tante coperture in eternit, le quali però non espongono a valori > del livello di azione (a meno di tagliarle, forarle, ecc.).
Parlo di livello di azione perchè coincide anche con altri livelli di soglia riconosciuti (TLV, REL, PEL ).
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grazie per la segnalazione.....ho provveduto a modificarle L'impiego è cessato nel 1992 ma a rigore non ha segnato la cessazione dell'utilizzo di amianto, potendo essere usate le scorte di magazzino, e non essendo obbligatoria la rimozione delle strutture in MCA, ad esempio coperture in eternit, pannelli ecc concordo sulla non obbligatorietà per l'eliminazione di quelle strutture in MCA (purchè compatte ed integre) ma sull'utilizzo delle scorte in magazzino non credo sia fattibile: http://www.assoamianto.it/DECRETO_14_DICEMBRE_2004.htm
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Cascone se proprio non trovi rimedio...beh ho l'impressione che hai urgente bisogno di una sana vacanza!!! Cosa vuoi che faccia un campioncino di "amianto" di una collezione didattica. Hai armato una discussione secondo me inutile, te lo hanno fatto notare in tanti. Al limite sono d'accordo per la chiusura del campione entro una piccola teca, ma vi è anche la possibilità di trattamenti a base di resine per evitare la dispersione delle fibre, prassi spesso seguita quando si pongono in vendita campioni mineralogici che possono liberare le fibre "incriminate". I collezionisti lo sanno bene e NON E' MORTO MAI NESSUNO PER AVER MANAGGIATO O DETENUTO MAGARI UNA "GHIANDA" DI DEMANTOIDI DELLA VALMALENCO IMMERSI IN MATRICE DI AMIANTO. Ma dai....smettila con questa sindrome da geofurum che tanto mi sa di giustificazione al fatto che non trovi di meglio da fare. Vai in montagna a prendere una bella boccata d'aria; ah...già sempre che non vi sia possibilità di respirare fibre.....
Rosario Madaffari
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ros.mad, se la discussione, come scrivi tu, è inutile, perchè persone "impegnate" e "dotate di argomentazioni utili" come te rispondono alle mie osservazioni inutili ?? ........mi sa che a doverci fare una passegiata in montagna siamo in due.....quando partiamo ? mi sa che l'aria, dalle tue parti, è più salubre che dalle mie parti! 
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Comunque se nella collezione in questione è presente dell'amianto non presenta sicuramente fibre visibili ad occhio nudo altrimenti l'avrei notato. Ho comunque segnalato la cosa a scuola e ho intenzione di mettere da parte tutti i pezzi della collezione sui quali ho dei dubbi. Per quanto riguarda questi pezzi non ho intenzione di analizzarli personalmente visto che non ho la competenza per farlo e visto che non ho intenzione, nell'eventualità ci fosse un rischio, di mettere in pericolo la mia salute, considerato anche il fatto che non mi pagano e che sto in quella scuola per il tirocinio SICSI (scuola di specializzazione all'insegnamento)e quindi per imparare ad insegnare, non per classificare rocce e minerali. Volevo domandarvi un'altra cosa: ho letto che l'antofillite è presente spesso in scisti. Siccome nella collezione ci sono alcuni scisti è meglio, per prudenza, mettere da parte anche quelli oppure no?
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