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Cascone, le scorte di magazzino nelle industrie non sono durate tanto dopo il '92, ma quel decreto è stato utile per evitare magari che qualcuno ripescasse o riciclasse qualcosa. A tutt'oggi in alcune industrie c'è parecchio amianto, ma non nei prodotti di usura.
Anuska, tremolite e antofillite sono anfiboli di amianto che si ritrovano nel talco, ma in Italia i giacimenti non erano a rischio (escludendo mi sembra minori giaciemnti in Sardegna). Roccia madre: talcoscisto? Mi sembra evidente. Comunque, chi di noi ha utilizzato boro talco (i bambini ne venivano cosparsi molto abbondantemente, me incluso) prima del 1992 può avere respirato abbondate tremolite e antofillite, specie nei prodotti di importazione. Io sicuramente, e per fortuna sono ancora vivo. Scorgo l'ombra della paranoia che inizia ad incombere sulla tua attività di riordine della collezione. Se vuoi esagerare con la cautela, indossa pure una mascherina, una tuta monouso con guanti e gambali da gettare subito dopo, fatti una abbondante doccia appena tornata a casa e potrai dormire sonni tranquilli.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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" Scorgo l'ombra della paranoia che inizia ad incombere sulla tua attività di riordine della collezione. Se vuoi esagerare con la cautela, indossa pure una mascherina, una tuta monouso con guanti e gambali da gettare subito dopo, fatti una abbondante doccia appena tornata a casa e potrai dormire sonni tranquilli."
1) Come ho già detto sono in queslla scuola per fare il tirocinio SICSI e riordino la collezione nelle ore in cui il mio tutor ha lezione in laboratorio senza aver a disposizione tute e mascherine. 2) Il laboratorio ogni giorno è frequentato da ragazzi che mettono le mani ovunque. 3) Magari non c'è nessun pericolo,e magari tra i pezzi della collezione l'amianto non è neanche presente, ma siccome c'è il dubbio che ci sia e siccome non so molto su questa cosa, sto semplicemente cercando di informarmi domandando a persone che hanno più esperienza di me, in modo di avere la sicurezza che nessuno sia in pericolo. Sarò eccessiva ma per me è anche un fatto di coscienza.
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Alessà è meglio che non ti rispondo proprio.......!!!! Anuska scusami tanto ma ho la sensazione che hai sollevato un polverone (magari di fibre di amianto......  ). Senti, lasciamo stare leggi, decreti, normative e tutte le cautele che vuoi: ripeto non ho mai sentito parlare di problemi alla salute dovuti a fibre di amianto liberatesi da un campione di una collezione mineralogica. Se proprio vuoi usare un pò di cautela, maneggia il meno possibile "quel campione". Se se ne sta bello, bello in una vetrina non da fastidio a nessuno. Mi ricordo il campione di crisotilo della collezione del Dipartimento di scienze della Terra all'Unical: lo guardavamo con ammirazione e "rispetto"; io sono vivo e vegeto e i iei colleghi pure, così come lo sono le scolaresche che venivano in visita. Le leggi (e il problema amianto) già esistevano, non ti parlo di 2000 anni fa, e nessuno si è mai allarmato per la presenza di quel campione; nè, tantomeno, ho mai visto usare chissà quali precauzioni quando veniva maneggiato dalla persona che si prendeva cura della collezione. Le vetrine, ora che ci penso, non erano neanche a tenuta...insomma non lasciare che qualcuno, però a ragione direi, ti dia della paranoica. Fai quello che stai facendo con la massima serenità. In bocca al lupo per la conclusione della SICSI (che nome "difficile", la mia si chiama SSIS): forse anche tu concluderai in tarda primavera. Magari ci si ritroverà a insegnare nella stessa scuola. Stai tranquilla, credo che faccia molto più danno qualche passo in mezzo al traffico della città che il tuo "pericoloso" campione di amianto.
Rosario Madaffari
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"Se se ne sta bello, bello in una vetrina non da fastidio a nessuno"
Se c'è (perchè vi ripeto la cosa è in dubbio) non è in una vetrina ma su un banco alla portata di tutti. Comunque visto che, da quanto ho capito da quello che mi state dicendo, non esiste nessun grande pericolo, vado avanti con il mio lavoro più tranquillamente. Ricordo a tutti, tuttavia, che le mie erano solo domande fatte per capire quali misure di precauzione dovessi usare e per capire se fosse il caso di preoccuparsi o no. Mi dispiace di essermi allarmata senza motivo (anche se invito tutti a rileggere la "conversazione" e a constatare che dopo la mia iniziale domanda ci sono state anche risposte "allarmiste") ma devo dire che credo sia giusto che in una discussione tra persone adulte tutti imparino a pesare le parole. Invece di chiamare qualcuno "paranoico" si può benissimo dire "stai tranquillo, non c'è nessun pericolo" o qualcosa del genere. Questo a casa mia si chiama rispetto per il prossimo. Comunque ringrazio tutti per avermi aiutato e per aver messo a mia disposizione la propria esperienza, Anna.
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Metodo sperimentale con serie storica.
Ai miei tempi (dal 1958 al 1962) era presente nella cassetta dei minerali da guardarsi per benino un bellissimo "straccio" di amianto.
Tutti ce lo guardavamo e ce lo girevamo fra le mani augurandoci che ce lo chiedessero all'esame perchè era facile da riconoscere.
Ebbene non mi risulta che quelli che purtroppo se ne sono già andati debbano la loro partenza da questo mondo a cause connesse all'amianto.
Esiste per tutte le sostanze tossiche una soglia al di sotto della quale non si hanno conseguenze anche senza fenomeni di mitridatizzazione.
Ben diverse sono invece le conseguenze per chi è a contatto quotidianemente anche con piccole dosi.
Un esempio un tempo quando le strade non erano asfaltate, ma a mac adam, ed al passagio delle rpime auto si sollevavano nubi di polvere si avevano casi di silicosi fra gli stradini.
Ciao e buona notte a tutti. Antonio
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"Invece di chiamare qualcuno "paranoico" si può benissimo dire "stai tranquillo, non c'è nessun pericolo" o qualcosa del genere. Questo a casa mia si chiama rispetto per il prossimo."
Suscettibilità femminile!!! Ho solo detto che scorgevo l'ombra di una paranoia.
Detto poii tra parentesi, non esageri poi tanto, sarebbe da stolti non prendere le opportune precauzioni in presenza di una sostanza tossicariconosciuta. Le imprese stanno smaltendo l'amianto residuo per disperazione, perchè alcuni lavoratori sono campioni di paranoia, specie se fiutano odore di benefici previdenziali o fanno richiesta di malattia professionale per presunto danno da amianto (magari dopo una vita passata fumando 2 pacchetti di sigarette al giorno).
L'amianto è anche tumorigeno, specie gli anfiboli di amianto come la crocidolite (amianto blu). Il crisotilo è alquanto più blando. Ma qualcuno dice che l'inalazione di una sola fibra potrebbe causare una neoplasia.
Rimane il fatto che esistono innumerevoli fonti tumorigene accertate alle quali quotidianamente ci esponiamo. Anche un solo raggio cosmico potrebbe causare una neoplasia, ma mi chiedo se è possibile vivere in un rifugio schermato.
Morale, evitando di fare evidenti imprudenze, meglio non pensarci troppo.
P.S. un appunto per ros.mad: qualcuno dice che i ferodi dei freni non siano poi fonte eccessiva di fibre di amianto, a causa del calore (al limite della conversione del crisotilo con serie oliviniche non fibrose) e soprattutto dell'attrito, che polverizzerebbe le fibre facendogli perdere quell'aspect ratio dannoso che citava cascone.
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Grazie per l'informazione mccoy. Tuttavia il mio non era un riferimento alla polvere dei ferodi delle automobili: quanto esce di tubi di scarico fa molto peggio! Comunque, a quanto ne so, l'amianto dai ferodi è stato eliminato già da un pezzo: qualcuno si è sempre lamentato della cosa, giacchè quasi sempre i ferodi stessi "fischiano" durante la frenata. Mah....
Rosario Madaffari
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Questa l'ho sentita anch'io dai meccanici.
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Massimo Online6,195 Dec 9th, 2025
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