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Salve,
mi sto documentando sul discorso dello smaltimento dei rifiuti e del riciclaggio, pur non essendo specializzato in materia. Sono perplesso dall'utilizzo, ad esempio, dei termovalorizzatori: essi consentono una diminuizione delle emissioni ma passano ugualmente da processi di combustione, oltre a delle emissioni di diossina molto dannose. Ho sentito parlare, semplicemente, dell'interramento e dell'utilizzo del CH4 che viene naturalmente sviluppato dai rifiuti in fase di decomposizione, ma non ho capito se si tratta della stessa procedura o se è una tecnologia differente. Sicuramente molto ha valenza la geologia del territorio, in quanto comporterebbe la presenza di un suolo argilloso alla stregua di quello di una comune discarica. Vorrei aprire un dibattito: qual'è, secondo voi, il metodo migliore per lo smaltimento dei rifiuti?
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I "termovalorizzatori lavorano a temperature alle quali la diossina si decompone nei suoi elementi base e sono in grado di eliminare le emissioni di sostanze direttamente nocive.
Non possono però eliminare le emisioni di CO2 che si accompagnano ad ogni processo di combustione in cui sia coinvolto l'elemento carbonio.
Anche l'utilizzo del metano prodotto dalla fermentazione delle sostanze organiche produce CO2 quindi.....
Direi che tra i due metodi il migliore è l'incenerimento, sia perchè comporta a monte una selezione dei rifiuti ed il successivo riciclaggio del recuperato, sia perché le scorie prodotte hanno volume ridotto e sono degli inerti riutilizzabili in edilizia.
Nelle discariche in genere si recaita il rifiuto "tal quale", richiede grandi spazi e volumi, morfologia e situazione geologica appropriata ed una gestione complessa che non è sempre facile controllare sia effettuata in maniera corretta.
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Iscritto: May 2001
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Il miglior modo per smaltire rifiuti consiste (anche per legge) nel diminuirne la produzione. Ciò premesso ogni tentativo di rendere assolutamente inoffensivo per l'ambiente uno smaltimento è praticamente vano. Poichè alla fine i nostri rifiuti comprendono certamente parti non reinseribili nel ciclo naturale della materia. Allora si tratta di porre in essere un metodo che riduca al minimo la quantità e la qualità del "sovvallo", intendendosi con questo termine ogni frazione di rifiuto che sfugge ad ogni possbile suo reimpiego o riassorbimento naturale. Per affrontare al meglio il problema dei rifiuti bisogna allora considerare lo smaltimento come un segmanto di un processo più ampio che si suole definire come ciclo integrato dei rifiuti. Esso si basa sul convincimento che una buona parte dei rifiuti sia riutilizzabile secondo un più o meno complesso sistema di filiere cui affidare il riciclaggio di rifiuti selezionati a monte attraverso sistemi di raccolta differenziata. Ci sono molti modi per organizzare la selezione a monte, dipendendo il sistema dall'ambito nel quale esso deve operare (rurale, industriale, metropolitano ecc...) Se la raccolta differenziata va a regime in misura plausibile, allora ciò che sfugge al riciclaggio può essere affidato ad un sistema di termovalorizzazione, semmai provvedendo ad evitare di utilizzare impianti di grandi dimensioni (ecomostri). Inoltre rifiuti (ad esempio pericolosi) non passibili di smaltimento con recupero di energia possono essere inertizzati e stoccati (in modo quasi sempre invasivo) all'interno di contenitori (discariche per lo più) che rappresentano nei fatti, cicatrici eterne del territorio. Talvolta, invece, è possibile che tali materiali possano essere stoccati in modo diverso evitando il sistema delle discariche ed impiegando ciò che è veramente inerte, come materiale per ripristini ambientali (ad esempio cave dismesse). Di pari complessità appare il problema dello smaltimeto/stoccaggio definitivo di materiali provenienti da bonifiche ambientali. Anche in questo caso, infatti, si devono affrontare problemi di impatto assai rilevanti. Il problema dei rifiuti è un problema ormai planetario ma tutti, a cominciare da noi professionisti abbiamo la possibilità di esprimere fondate idee in merito e, probabilmente, l'occasione di esercitarle nel corso della nostra esperienza professionale. Nel sospingere l'idea di un dibattito in materia, ritengo essenziale che i geologi possano, sull'argomento, procedere ad un aggiornamento in tempo reale, magari attraverso l'intensificarsi di convegni ed appuntamenti a tema ove realizzare il corto circuito fra sapere geologico - norme in materia - situazione reale. Disponibile, nel limite delle mie conoscenze ad approfondimenti, rimetto la mia mail per interlocuzioni eventualmente più "ravvicinate". Lucio Girardi e-mail lgirardi@libero.it
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Lucio ha ragione da vendere quando dice il miglio rifiuto è quello non prodotto.
Per tutto il resto non c'è speranza.
Noi stiamo iniziando la differenziata porta a porta ebbene è molto probabile che il nostro sforzo economico (molto grande) e di cura nel dividere sia vanificato. Lo diceva già Beppe Grillo 10 anni fa, quando scaricano rimettono tutto insieme, conviene di più ed hanno intascato più soldi dalle bollette. E succede in molte parti d'Italia. E quando uno si comporta così vuoi che questi stessi negli inceneritori non ci mettano anche qualche nefandezza... Certo l'inceneritore teoricamente funziona bene.
Stamane ho sentito il min Matteoli, diceva che la raccolta differenziata ha questi problemi (da me citati) perchè non si fanno i termovalorizzatori (inceneritori s.s.). Ma va? allora si dovrebbe bruciare la plastica raccolta separatamente? la carta? il vetro? l'umido? Ma và?
Il solare non si applica perchè abbiamo delle città troppo belle per deturparne i tetti! e dobbiamo valutare bene. Secondo lui. Ma và? pensavo che avessimo delle periferie schifide...
E meno male che ha un minimo di sensibilità, figurati gli altri.
Per non parlare di certe campagne contro i generatori eolici, fatte dagli stessi che chiesero che a Roma si togliesse il filobus perchè deturpava....
Sto pensando di inserire nell'impianto di riscaldamento di casa mia una caldaia a pellet che mi permetterà di mandare a quel paese il metano d riscaldamento, alla faccia dei russi e degli speculatori. NB il metano lo producono anche i maiaili e le vacche, ma per lo stato è più difficile controllarne la vendita. Sai quante stalle in pianura padana potrebbero produrne... con evidente utilità anche per la falda acquifera che non verrebbe più inquinata dai loro liquami.
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Anonymous
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Mi occupo di discariche da un pò di anni, collaboro con la progettazione, con il ripristino e la messa in sicurezza di vecchie discariche... e vi dico che una discarica a solo dei problemi... tanto per citarne qualcuno... odori nauseobondi a chilometri di distanza, impatto ambientale esagerato e per non dire dei danni ambientali causati da eventuali fuoriuscite di percolato.
I rifiuti stoccati in discarica producono per degradazione Biogas che è una miscela di metano CO2 e ossigeno oltre al CO ed al H2S in minor quantità, che vengono raccolti e "bruciati" attraverso l'utilizzo di un sistema di torce. il rapporto tra i composti è molto variabile in funzione dell'età del rifiuto.
Il termovalorizzatore, anche se utilizzato per "bruciare" tutto il rifiuto raccolto, non crea nessun problema visto che le temperature di esercizio ed i filtri ai camini garantiscono una limitata emissione di prodotti nocivi (tra cui le diossine...)
La miglior soluzione è senza dubbio una ottima raccolta differenziata, carta, metallo, pile, plastica che possono essere riciclati ad ottimi costi, per inviare così al termovalorizzatore solo il prodotto non riciclabile, tra cui la parte umida dopo un precededente essiccazione e compostaggio. il risultato...il termovalorizzatore crea energia elettrica con il calore, il riclaggio diminuisce i costi per la collettività e soprattutto non ricopriamo i nostri terreni di rifiuto....
A voi le considerazioni.
p.s. per le attività lavorative di noi geologi forse è meglio continuare a fare discariche
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Cari Colleghi,
qui a Modena stà capitando un putiferio a proposito del raddoppio dell'inceneritore con pareri contrastanti di luminari di varie estrazioni.
Oltretutto è molto vicino alla città e per di più ci sono alcuni venti tipici che soffiano verso la città.
Anch'io ero convinto di quello che scrivi ma qui stanno emergendo una serie di dati se non disastrosi quanto meno preoccupanti.
antonio
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Iscritto: Aug 2001
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Cao Antonio, non sono direttamente un esperto di inceneritori ma mia figlia ingegnere all'ENEA se ne è occupata.
Da quello che ho potuto capire i termovalizzatori dell'ultima generazione hanno emissioni nocive praticamente nulle, quindi qualsiasi opposizione è basata su informazioni dubbie e sicuramente capziose.
Per quanto attiene poi il problema delle scorie prodotte (molto poche in verità) me ne sono a suo tempo occupato.
Si tratta in genere di materiale tendenzialmente inerte, con altissimo angolo di attrito con piccole quantità di leganti idraulici, in sostanz materiale ottimo per pavimentazioni stradali.
I Francesi lo hanno semptre usato, noi no
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Iscritto: Oct 2000
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Purtroppo non conta la macchina ma il conducente; sai nelle discariche per rifiuti ordinari cosa ci va a finire... Idem per gli inceneritori.
Come si diceva, nessuno ci pensa che se li berrà...
Io proporrei il ripristino dei vuoti a rendere, su tutto, plastica, lattine e naturalmente vetro. Il divieto di commercializzare nella grande distribuzione certi prodotti... L'Olio Motore al supermercato....
L'abbattimento dell'IVA sui combustibili ed i sistemi alternativi agli idrocarburi e gas
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p.s. per le attività lavorative di noi geologi forse è meglio continuare a fare discariche Non sopra dei calanchi vero?
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Colleghi, come si può, obbiettare la tesi di Girardi, ridurre la produzione di rifiuti e aumentare la percentuale della differenziata non puo che giovare. Io credo che il problema sia a monte, nelle nostre mura domestiche, dobbiamo icentivare la riduzione e la differenziata, impiegando altro personale addetto ai lavori e al controllo. Un esempio di controllo dalle mie parti è la polizia provinciale. La questione rifiuti specie in Campania è molto molto delicata e quindi va affrontata a mio avviso anche e soprattutto con la repressione nei confronti di tanti individui che nella loro completa inciviltà se ne fregano dell'inquinamento,della differenziata e quindi contribuiscono in maniera incessante al danno ambientale. Saluti!
Fuggire la realtà non rappresenta una soluzione.
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