Ringrazio stone66 e simba e rispondo a Tacs che solleva problematiche reali. Hai perfettamente ragione nell'affermare che, nel tuo caso l'ARPA, nel mio caso l'AUSL, non solo gli scarichi (perché le acque di prima pioggia sono considerati refluui) ma anche le acque di dilavamento successive non vogliono che si smaltiscano sul suolo e/o negli strati superficiali del sottosuolo: ti "consigliano vivamente" di riutilizzarle solo per irrigazione. La Provincia, che rilascia le autorizzazioni, invece, permette lo smaltimento sul suolo e/o negli strati superficiali del sottosuolo previo studio idraulico nel primo caso (che esula dalle nostre competenze) e idrogeologici (rispetto di distanze da pozzi)nel secondo caso, così come indicato dal Piano Direttore della Regione Puglia. E' compito degli Enti preposti, e non nostro, controllare che le immissioni delle acque ripettino i limiti delle tabelle dell'all. 5 alla 152/99 e farli rispettare. Torno, comunque, al mio problema principale: sto esaminando il caso di un'azienda in cui si movimentano sostanze "NON PERICOLOSE" (art. 39, c. 1, lett. b) con sup. complessiva impermeabilizzata di 12.370,00 mq. Trattasi, perciò, di acque di dilavamento che devono essere sottoposte (tutte !!!) a trattamento di grigliatura - dissabbiatura - disoleazione. Dalla curva di possibilità climatica ho ricavato una quantità di acque di dilavamento pari a circa 830 mc distribuite nelle 24 h e per T=5 anni (devo considerare 24 h oppure 12 h o che altro ???) e quindi devo far costruire una cisterna della stessa volumetria. E' giusto il calcolo? Perchè è su questo che ho qualche dubbio.
Nel frattempo auguro Buon Natale a tutti.