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Nel terreno non è previsto un limite per questo elemento (come per il ferro e il manganese) per il semplice motivo che ne troveresti quasi sempre diverse migliaia di mg/kg, essendo uno degli elementi più diffusi sulla crosta terrestre (costituente di minerali presenti quasi ovunque come quelli argillosi o come i feldspati). Ma, andando a costituire il reticolo cristallino di questi minerali, non è molto solubile e generalmente non provoca inquinamento nelle acque sotterranee. Ecco perchè, quando si trova in alte concentrazioni nelle acque sotterranee, le cause sono il più delle volte di origine antropica. Non è che per caso nel sito c'era un'attività che trattava alluminio (tipo fonderie) piuttosto che una discarica di scorie d'alluiminio? Ti dirò di +, spesso venivano interrate abusivamente scorie di seconda fusione dell'alluminio che sono anche fortemente basiche: una certa basicità delle acque , magari con presenza di ammoniaca, potrebbe indicare la loro presenza, da qualche parte a monte del sito.
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