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Caro collega Lisi, delle due l'una: o lavori tantissimo nella progettazione di discariche e quindi ne "difendi" l'utilità per meri motivi economici, o hai una preparazione vecchio stampo per cui il concetto di ciclo integrato degli RSU non ti è familiare.
Altrimenti non capisco questa difesa a oltranza della discarica. Lasciamo perdere gli smaltimenti abusivi (chiamarli discariche incontrollate è una contraddizione in termini). E' ovvio che, in ogni caso, non possiamo fare a meno di discariche per gli scarti non riutilizzabili, ma considerarlo l'unico e il migliore sistema di smaltimento, oggi, è miopia pura.

Affermi inoltre che:
"Non vedo come si possa pensare di proporre termovalorizzatori in prossimità di aree densamente abitate."
Non lo so: chiedilo ai viennesi, ai monegaschi e ai forlivesi. C'è un impianto anche alle Maldive, per la cronaca.
E poi: sei mai stato a Malagrotta? La più grande discarica italiana e (dicono) europea, alle porte di Roma, anzi ormai dentro... E non dirmi che non è moderna ed efficiente. E però mi sembra che di odori ne emetta anzichenò. E che dopo anni di attività il sottofondo è ovunque a posto e tiene tutto il percolato? Lo sai meglio di me che basta un foro nel telo...

"Non vedo neppure come si possa imporre ad aree meno popolate di subire la presenza di un inceneritore rifornito da qualche città lontana."
Perchè, per le discariche cosa succede invece?!

"Credo che l'esperienza dei "termovalorizzatori" si rivelerà, tra qualche anno, fallimentare."
Non credo: anzi, siccome c'è da fare affari (vendere elettricità a tariffa agevolata tramite convenzioni e contributi CIP6, oltre a smaltire rifiuti in quantità) si continueranno a costruire.

Secondo me serve tutto: riduzione della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio/riutilizzo, recupero energetico, compostaggio. E discarica. Ma questa è solo il terminale di un ciclo virtuoso, non la scelta unica.
Buona progettazione!


Roberto Pizzi

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Sono d'accordissimo con il collega Pinzi,se in Campania siamo all'emergenza ambientale buona parte delle responsabilità sono degli amministratori locali ( che evidentmente ci meritiamo) i quali hanno preferito delegare ad altri la soluzione dei loro problem.La raccolta differenziata formalmente è stata avviata da più di 10 anni, ma pochi sono i comuni che ( con notevoli sacrifici economici) hanno raggiunto livelli soddisfacenti ( con qualche rara eccezione come ad esempio il comune di Padula(SA) che è diventato uno dei primi in Italia).
A proposito, ma nei comuni dell'interland napoletano e nella stessa Napoli( dove si produce la maggior parte della monnezza campana), la raccolta differenziata a che punto è?(..... sicuramente meno del 10%).
Saluti a tutti i colleghi.


Sabato D'Elia
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Mi sembra che siamo un po’ usciti dal seminato, si ha l’impressione che il tema sia una polemica pro o contro discariche (o pro o contro termovalorizzatori). Mi permetto di ricordare che termovalorizzatori e discariche sono aspetti diversi di un’unica soluzione, che dovrebbe essere quella che chiamano una gestione integrata dei rifiuti: dentro questa definizione ci sono la raccolta differenziata, campagne di informazione alla popolazione, sistemi per ridurre la produzione di rifiuti, impianti di compostaggio e, alla fine della linea, termovalorizzatori e discariche. Perché, stando alle mie informazioni (e sono pronto a fare pubblica ammenda nel caso siano sbagliate), le discariche sono ineliminabili, e se volete aggiungo anche “purtroppo”. Per esempio, se dovete smaltire qualche tonnellata di lastre di cemento-amianto, garantisco che fate davvero fatica ad infilarle in un termovalorizzatore, e non esistono (sempre stando alle mie conoscenze) sistemi di riutilizzo. Inoltre, quello che entra in un termovalorizzatore non si trasforma completamente in energia (remember fisica 1?), qualche scoria rimane: dove la mettiamo?
La legislazione nazionale, anche con il recepimento di direttive CE, sta disincentivando l’utilizzo di discariche, tanto che saranno sempre meno economiche rispetto ad altre forme di smaltimento, ma non è prevista da nessuna parte la soppressione delle stesse.

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Mi sembra che siamo un po’ usciti dal seminato, si ha l’impressione che il tema sia una polemica pro o contro discariche (o pro o contro termovalorizzatori). Mi permetto di ricordare che termovalorizzatori e discariche sono aspetti diversi di un’unica soluzione, che dovrebbe essere quella che chiamano una gestione integrata dei rifiuti: dentro questa definizione ci sono la raccolta differenziata, campagne di informazione alla popolazione, sistemi per ridurre la produzione di rifiuti, impianti di compostaggio e, alla fine della linea, termovalorizzatori e discariche. Perché, stando alle mie informazioni (e sono pronto a fare pubblica ammenda nel caso siano sbagliate), le discariche sono ineliminabili, e se volete aggiungo anche “purtroppo”. Per esempio, se dovete smaltire qualche tonnellata di lastre di cemento-amianto, garantisco che fate davvero fatica ad infilarle in un termovalorizzatore, e non esistono (sempre stando alle mie conoscenze) sistemi di riutilizzo. Inoltre, quello che entra in un termovalorizzatore non si trasforma completamente in energia (remember fisica 1?), qualche scoria rimane: dove la mettiamo?
La legislazione nazionale, anche con il recepimento di direttive CE, sta disincentivando l’utilizzo di discariche, tanto che saranno sempre meno economiche rispetto ad altre forme di smaltimento, ma non è prevista da nessuna parte la soppressione delle stesse.

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Le discariche non possono esser completamente eliminate in quanto come dice giustamente Fabio, non tutto può esser avviato all'incenerimento. ILproblema per le discariche è quello di ridurre al massimo i volumi altrimenti queste verranno esaurite in tempi piuttosto brevi.
Per quanto attiene le scorie dei termovalorizzatori, queste sono degli inerti, simili alle scorie di altoforno, contenenti inoltre una certa quantità di leganti idraulici.
In altri paesi, sicuramente più attenti di noi alle problematiche ambientali ma meno pragmatici e più realistici, queste vengono utilizzati come sottobase nelle pavimentazioni stradali (CBR > 100)

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Lasciamo le polemiche sul sistema migliore di smaltimento ( che non esiste ,in quanto nella gestione integrata dei rifiuti,come ha detto giustamente Fabio, c'è bisogno della raccolta differenziata, dei termovalorizzatori e anche delle discariche) e discutiamo del ruolo di noi geologi .In tema di discariche noi siamo chiamati a svolgere un compito fondamentale nella scelta del sito,ma ha volte ( anzi spesso) i nostri pareri sono soggettivi , a seconda del committente.Se l'incarico ce lo affida l'ente che deve costruire e gestire la discarica , noi siamo capaci ( giustamente) di esprimere parere positivo anche per la localizzazione di una discarica in una cava di detriti di falda ( sabbia e ghiaia grossolana) ai piedi di versanti calcarei, con falda a qualchhe decina di metri ( naturalmente con tutti gli accorgimenti possibili impermeabilizzando il fondo e le pareti della cava con strati di argille e doppio o triplo strato di guaine impermeabili).
Nel caso il nostri committenete sia un'amministrazione comunale che si oppone alla allocazione di una discarica nel suo territorio noi siamo altresi capaci di esprimere parere negativo anche se il sito prescelto ( con paree positivo di un altro collega) ricade in una cava di argilla miocenica con spessore del fondo di alcune centinaia di metri,ubicata in un'area isolata senza neanche una casa rurale nel raggio di chilometri,distante decine di chilometri dal centro abitato, con impatto visivo nullo,lontano da corsi d'aqcua).
Quanto detto non è frutto della mia fantasia ma è la descrizione reale di quanto sta accadendo nel comune limitrofo al mio, dove dovrebbero ubicare una discarica controllata in una cava d'argilla dell'esempio precedente.
Il consulente dell'ente che deve realizzare la discarica ( commissariato di governo), un emerito professore di geologia applicata dell'università di Napoli , già anni addietro aveva espresso parere positivo per l'ubicazione della suddetta discarica in una cava di detriti di falda ai piedi dei rilievi carbonatici.
Considerato che detto sito era più prossimo al centro abitato, e dava comunque qualche problemea dal punto di vista idrogeologico,il committente ha scelto di ubicare la discarica in una cava di argilla ( utilizzata da una ditta di laterizi) situata molto più a valle, lontana dal centro a abitato.
In questo caso, un altro illustre professore della stessa università, su incarico dell'amministrazione comunale ( contraria alla localizzazione della discarica nel suo territorio comunque e dovunque)ha prodotto uno studio in cui si esprime parere negativo perchè vi sarebbe una falda idrica a 200 metri di profondità!!!! ,ed è distante un chilometro dal fiume .


Sabato D'Elia
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potenza della sindome NIMBY e del danaro che va in tasca alle ecomafie (e un pò anche ai suddeti emeriti professori).

bah...

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mad Sorvoliamo pietosamente sui "pareri" degli emeriti mad

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Per blizzard:cos'è la sindrome NIMBY?

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Originariamente inviato da Cristobalite:
Per blizzard:cos'è la sindrome NIMBY?
nimby significa 'not in my back yard', letteralmente sarebbe 'non nel mio giardino sul retro'...lontano da me, insomma.

il fenomeno ha prevalentemente carattere sociale, cioè riguarda gruppi di persone, che, sopratutto per ignoranza, si oppongono a priori a qualsiasi forma di installazione di 'cose' (ma anche persone) che *credono* pericolose o comunque indesiderabili.

il caso più eclatante è appunto quello degli impianti per la gestione dei rifiuti (discariche, inceneritori, ma si possono citare anche centrali nucleari, accampamenti di zingari, prigioni, etc...

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