Se il substrato è di natura lapidea sei nelle condizioni ideali per richieste dal metodo sismico a rifrazione.
Affidati però ad un geofisico, che svolga comunemente servizi di questo tipo per i colleghi, altrimenti potresti avere risultati forvianti.
Questo purtroppo è il problema che vien fuori dal fatto che oggi alcune ditte produttrici di apparecchiature geofisiche, cerchino di invogliare persone inesperte di geofisica affermando che l’uso di tali apparecchiature è semplice anche per operatori inesperti. Mai niente di più falso, non vorrei sembrare presuntuoso, ma di recente ho visto dei lavori e delle interpretazioni di sismica a
rifrazione e di geoelettica davvero terribili, con degli errori concettuali immensi. Quasi sempre, tali errori hanno portato danni economici più o meno pesanti ai malcapitati clienti. Ovviamente questo
finisce per screditare metodi di indagine davvero molto potenti come quelli sismici .
In modo particolare ho notato che alcuni software dotati di “procedura di interpretazione automatica”, che non necessita interazione con l’utente una volta immessi i dati, producano in moltissimi casi delle interpretazioni addirittura fuorvianti.
Vorrei ricordare che i metodo reciproco generalizzato (GRM) è un metodo di interpretazione della prospezione sismica a rifrazione e non una particolare tecnica di rilevamento sismico. In questo caso
bisogna vedere, non è detto che il semplice metodo reciproco od altre tecniche di interpretazione non diano adeguati risultati, visto che la velocità del substrato potrebbe rimanere grossomodo
costante. Le applicazioni del metodo GRM di un noto software commerciale (..... lo posso dire solo in privato .....) per esempio sono tutto un ...programma.
Assicurati semmai che i profili (minimo due) siano di almeno 12 geofoni e che vengano rilevati per ogni profilo almeno 7 domocrone (su due tiri esterni, due estremi alla base e tre interni).

Saluti a tutti
Marco Sozzi