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Anch'io misono da tempo posto questo problema. Quando un consulente (appartengo ad un Ente di controllo) mi propone un piezometro finestrato su uno spessore di 20 m di acquifero saturo e una metodologia di campionamento tradizionale, non nascondo di sentirmi preso un po' per i fondelli ma il suddetto ha dalla sua il fatto che la legge indica proprio di operare in quel modo. Mi sembra evidente che con un campionamento dinamico dopo spurgo quello che si rileva è un dato mediato sulla colonna d'acqua, difficilmente interpretabile e sicuramente di scarso valore se utilizzato a fini di calibrazione modellistica. Ma anche il campione statico può presentare problemi per il fatto che la diffusione del contaminante nel piezometro genera comunque una diminuzione della concentrazione rispetto a quella reale, presente nell'acquifero. Non mi è però del tutto chiaro se il campionamento low-flow possa effettivamente risolvere questi problemi...
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