Scusate ma qui mi sa vi state dimenticando che siamo dei tecnici e degli scienziati, perciò sarebbe bene concentrarsi su questo argomento, pur essendo assolutamente legittime le critiche a livello politico, sociale e culturale.
Il problema è: nella nostra società si producono rifiuti, che fine devono fare? Si sta pensando a dove mettere quelli che ci sono adesso, e quelli che verranno? Non è che oggi i napoletani hanno smesso di produrre rifiuti.
Tempo fa avevo aperto un dibattito sull'utilizzo di inceneritori o termovalorizzatori, su cosa conveniva usare fra i due, e il risultato è stato che nessuna delle due strutture può risolvere il problema.
Essendo, a mio avviso, impossibile definire una società "civile" una che produce rifiuti, che inquina l'aria e la terra che ci permette di vivere, l'unica soluzione è che "il miglior rifiuto, è quello che non viene mai prodotto".
Ora, il governo tempo fa aveva lanciato l'operazione "rifiuti zero", con buone intenzioni ma non risultati trascurabili.
Credo che anche noi geologi dovremmo insistere su quella linea, perchè è l'unica, produrre qualcosa che finisce automaticamente nei cestini, poi nelle discariche e infine nei nostri polmoni, non ha senso.
Quindi, occorre intervenire sotto un profilo strutturale NON per dove mettere i rifiuti, ma per NON produrli, quindi col biodegradabile e col riciclaggio.
Scrivete pure a chi vi pare, bisogna però risolvere il problema alla radice, qui spostando i rifiuti da una parte all'altra, si sta cercando di otturare una falla con un dito, il problema invece è:
1. Strutturale
2. Culturale
e non in ordine di importanza.
Spesso si accusano gli "ambientalisti" (odio questa parola) di essere dei qualunquisti, ecco invece i signori "untori" cos'hanno creato, una società che produce roba che non serve e che non si può riutilizzare.
Tutto ciò è insensato, quindi, essendo noi degli scienziati che non si possono certo definire "ambientalisti della domenica", ritenete giusto insistere per "non produrre rifiuti" intervenendo con la nostra preparazione anche a livello culturale, o è meglio ammazzarsi per capire dove metterli, creando magari nuove bidonville?
Se avete visto "Dodas'Kaden" di Akira Kurosawa, vi accorgerete che, presto, se non si interverrà, il mondo sarà pieno di paesaggi come in questo film.

Saluti.