Credo che la migliore soluzione sia quella prospettata dal progettista. In questi casi conviene bonificare il terreno che dovrà "sopportare" l'opera. Consiglio di sostituire il terreno di fondazione con un'altro, dallo spessore di circa 1 metro di terreno a componente prevalentemente ghiaioso/ciottolosa, almeno il 70% per intenderci, mentre la rimanente matrice di tipo sabbiosa.
Ricordarsi che se la scelta delle fondazioni dovesse ricadere sulla trave (escludo a priori che si consideri opportuno utilizzare i plinti), ricordarsi che l'ampiezza dello strato bonificato deve essere almeno il doppio rispetto all'ampiezza della trave.
Questo accorgimento serve affinchè il comportamento del terreno sostituito, sia quanto più simile possibile ad uno strato infinito. Mi riferisco alla trasmissione degli sforzi dovuti al carico che devono essere completamente "assorbiti" dal nostro
terreno collocato in loco,se così non fosse, le tensioni potrebbero trasmettersi ai terreni confinanti e determinare sensibili cedimenti al nostro strato ghiaioso per "espansione laterale". Consiglio, una buona compattazione durante la messa in opera dello strato, eseguire a tale scopo diverse prove di carico per conoscerne la reazione. In caso di platea ottenendo un carico unitario nettamente inferiore rispetto alla trave,in considerzione della maggiore superficie di appoggio, si può ridurre l'ampiezza dello strato ad 1,5 volte circa l'ampiezza fondazionale.
Può essere utile collocare alla base e lateralmente del terreno ghiaoso/ciottoloso, uno strato di tessuto non tessuto per incrementarne la rigidezza.
Per avere un idea del comportamento di queste opere, puoi utilizzare un programma per il calcolo della capacità portante di buon livello (ne trovi diversi senza spendere troppo)e fare delle simulazioni considerando diverse tipologie di strati inseriti nella calcolazione.
Saluti Gregorio Fontana